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LA CRISI DELLE V NERE / L'INTERVISTA

Sabatini: "Tradito dagli amici, lascio
Meglio cambiare che chiudere la società"

Lo sfogo del patron bianconero: "Professionisti, primari, imprenditori: poche tessere rinnovate, poi però hanno bussato alla porta degli sponsor per avere biglietti omaggio. Chi vuole comprare può telefonarmi per conoscere il prezzo"

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Claudio Sabatini Bologna, 29 maggio 2009 - CLAUDIO Sabatini, come proprietario della V nera, conferma che la Virtus è in vendita?
«Sì, lo confermo. E’ arrivato il momento di passare la mano, come nelle storie d’amore destinate è finire, è meglio lasciarsi un giorno prima che un giorno dopo. In questo modo si evitano tante tensioni e si vive tutti più sereni».
Perché pensa sia ora di ritirarsi?
«La Virtus è una società che ha tra i suoi principali clienti il suo pubblico. Nei playoff due terzi dei nostri abbonanti hanno deciso di non rinnovare l’abbonamento, quando una società perde più del 50 per cento dei suoi clienti può fare solo due cose: o chiudere o cambiare gestione, io ho optato per la seconda. La colpa è mia, evidentemente il mio modo di essere non è gradito al nostro pubblico, io non vivo di pallacanestro, per la Virtus ho sacrificato buona parte del mio tempo libero, quello che proprio non posso fare è cambiare il mio modo di essere».
Scusi, ma la colpa non potrebbe essere di qualcun altro?
«Il pubblico deve avere fede nella propria squadra del cuore, soprattutto quando non perde la Coppa Italia e vince l’Eurochallenge. Se l’entusiasmo dei tifosi non è di supporto al lavoro che stiamo facendo, allora è inutile proseguire».
Non pensa che la crisi economica possa essere il fattore più importante di questa flessione?
«Ci sono primari, stimati professionisti e imprenditori solidi, che non hanno rinnovato l’abbonamento pur non avendo grossi problemi economici. Poi sono andati dai nostri sponsor a chiedere un biglietto omaggio. Con la crisi tutti ci dobbiamo confrontare, ma se io non posso fidarmi di quelli che consideravo amici, allora non rimane che salutare la compagnia e dire grazie per quella che è stata una esperienza più che positiva e che comunque consiglierei al mio miglior amico».
Quanto costa la Virtus?
«Guardi se glielo dicessi la trattativa non sarebbe seria. Chi è interessato può telefonarmi: gli indicherò la cifra da depositare al Credito Sportivo per visionare tutti gli incartamenti. In questo modo voglio scoraggiare coloro che cercano di farsi pubblicità sui giornali fingendo di essere interessati. In passato mi è capitato di essere rimasto intrappolato in giochini di questo tipo, è spiacevole e io non voglio che nessuno speculi con il nome della Virtus».
E se nessuno dovesse chiamarla?

«Qualcuno arriverà ne sono sicuro. Sto offrendo una grande opportunità a chi è interessato, prenderà una Virtus senza debiti perché stiamo sistemando tutte le uscite. Quest’anno ho fatto uno sforzo economico non indifferente e lo rifarei, il pubblico andava risarcito per la pessima stagione passata, a rovescio ribadisco che mi aspettavo una risposta diversa dai tifosi. Io non sono un imprenditore ricco, l’ho detto fin dal primo momento, non sono come il mio collega Sacrati. Ieri navigando in internet ho visto che la Fortitudo ha perso 3,5 milioni di euro nei primi sei mesi della stagione per poi retrocedere, io non potrei permetterlo».
Ieri la Virtus ha salutato Luchi, Boniciolli e Giovannoni, adesso che cosa succederà?
«Chi ha il contratto come Langford e Righetti è sul mercato e se qualcuno si presenta con l’intenzione di rilevare l’accordo e versare un buyout per noi equo, l’operazione si può chiudere in due minuti. Né Boykins né Terry resterranno. Ridurremo anche le spese del settore giovanile, ho capito che per avere dei risultati con i giovani ci vogliono almeno quattro anni, mentre il pubblico chiede dei risultati immediati».
Negli ultimi mesi si sono accumulate parecchie tensioni intorno alla Virtus, non sarà che quella dei mancati abbonamenti è stata solo l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso?
«Io non ho paura nel fare le battaglie che ritengo giuste, noto ad esempio che mentre la Virtus Bologna si è beccata due turni di squalifica, il presidente della Virtus Roma non ha preso neppure una multa per quello che ha dichiarato sui tre arbitri dopo gara cinque con Biella. Per fortuna aggiungo, ma vede le battaglie si possono fare solo quando si è uniti, cosa che negli ultimi tempi non ho percepito qui da noi. Se non c’è il giusto sostegno le azioni legali o le questioni di principio diventano inutili. Per questo non ci ripenserò, quando non si è compresi da chi ti dovrebbe essere vicino, continuare è inutile».

Massimo Selleri










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LA FOTO DEL GIORNO

aula

Il museo di Monterenzio
dai bimbi del Gozzadini

Novità di grande prestigio al museo Fantini di Monterenzio, che ospita preziosi cimeli etruschi e celti. E' stata recentemente inaugurata un'aula didattica, dove le giovani archeologhe, coordinate dal professor Vitali, terranno lezioni ai ragazzi delle scuole bolognesi. Il museo ospita anche la ricostruzione fedele di case dell'età del ferro, nonchè armi, vasellame e un prezioso cerchio solare, una sorta di orologio ante-litteram. Una cooperazione speciale sarà attivata con la Fa.Ne.P (Famiglie Neurologia Pediatrica) con il presidente Francesco Mauro e il professor Emilio Franzoni. Le archeologhe porteranno le loro lezioni nelle corsie della Neurologia Psichiatrica del Gozzadini di Bologna, nell'ambito del progetto dell'ospedale creativo. Nella foto la curatrice del progetto 'Ospedale Creativo' Simona Simone, il professor Vitali (terzo da sinistra), alcuni ospiti e le archeologhe che daranno vita al progetto.