Continuano le indagini per fare luce sulla vicenda dell’uccisione dell'ex agente di borsa rapito. I sequestratori gli avrebbero spezzato una caviglia per seppelirlo
Bologna, 9 giugno 2009 - Il consulente finanziario sequestrato e ucciso nei giorni scorsi era già scampato a un altro tentativo di rapimento. Continuano infatti ad affiorare nuovi particolari dalle indagini sulla vicenda che ha portato al sequestro e all’uccisione di Silvano Azzolini. L’ex agente di borsa, originario di San Felice sul Panaro (Modena) e residente per diversi anni a Ferrara, era stato rapito lunedì 1 giugno da tre uomini incappucciati a Villanova di Castenaso (Bologna). Il cadavere di Azzolini era poi stato ritrovato sotterrato in un bosco dell’Appennino forlivese.
Dopo aver interrogato le persone finora arrestate, due italiani e due moldavi, gli investigatori hanno ricostruito le tappe che hanno portato al sequestro. Due mesi di preparativi, erano sfociati in un tentativo di rapire Azzolini già sabato 30 maggio. Ma in quell'occasione i rapitori fallirono, perché il consulente bolognese quel giorno non si presentò nel suo ufficio di via Tosarelli a Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna.
Due giorni dopo, Azzolini è caduto nella mani della banda: lunedì 1 giugno è morto dopo essere stato pestato per fargli rivelare dove nascondesse i suoi averi. L'obiettivo dei pm della Dda di Bologna, Valter Giovannini ed Elisabetta Melotti, e dell Procuratore aggiunto Massimiliano Serpi, è quello di fare luce su chi poteva sapere del tesoro di Azzolini, e dunque aveva interesse a rapire il consulente. Oltre ai quattro già arrestati, si sta cercando anche un moldavo attualmente in fuga. Nei prossimi giorni dovrebbero esserci ulteriori sviluppi.
E il lavoro degli inquirenti sta facendo affiorare particolari agghiaccianti sul sequestro. Visto che non riuscivano a riporre il corpo dell’ostaggio morto nella fossa che avevano scavato, per farcelo entrare gli hanno spezzato una caviglia con una picconata. L’autopsia su Azzolini dovrebbe essere eseguita domani.
Un grande dipinto circolare, di Candido Vitali (Bologna, 1680-1735) ed Ercole Graziani (Bologna, 1688-1765), raffigurante una 'Giovane contadina con pollame e cesta d'uva' è in mostra alla 'Marconi Business Loungè dell'aeroporto di Bologna. Si tratta dell'ultimo appuntamento della rassegna 'Tre secoli di arte emiliana alla Marconi Business Lounge - Dai Carracci ai Gandolfì