Il tecnico rossoblù spazza via le voci che vogliono Conte al suo posto: "Sono tranquillo".
Bologna - 30 giugno 2009 - "SONO sereno. Penso che nei prossimi giorni ci potrebbe essere qualcosa di nuovo: ma non sono cose che riguarderanno l’assetto dello staff tecnico...».
Papadopulo scaccia l’estremo rumor, il più ardito, quello che, nel caso di ingresso in società di forze fresche vicine alla galassia della ex Gea, disegna uno scenario in cui al tecnico toscano verrebbe addirittura sottratta la panchina a beneficio del disoccupato di fresco Antonio Conte, ex allenatore del Bari e catalogato da sempre in quota ‘Gea’.
Gira voce che: e Papadopulo è uno con le antenne sufficientemente dritte per captare tutte le oscillazioni di Casteldebole. Altro che vacanze da Papa: questo è un piccolo inferno. Non bastava che non gli facessero la squadra: adesso ci sarebbe addirittura il rischio che gli rubino la panchina. Rischio fondato?
«Non vedo perchè non dovrei essere sicuro della mia posizione — ribadisce il diretto interessato —. Non foss’altro perchè questa posizione è stata rafforzata dai risultati che ho ottenuto alla guida di questa squadra. Sono l’allenatore del Bologna e finora non mi è stato comunicato nulla: solo di fare una lista di nomi di giocatori a me graditi. Di certo c’è che l’11 luglio ci ritroveremo e partiremo per il ritiro di Sestola. Dico di più: sono convinto che per quella data potrò già contare su buona parte degli elementi che abbiamo individuato per rinforzare il gruppo. E aggiungo che il mio rapporto con questa società è indissolubile (nonché sancito da un regolare contratto, ndr): lo stesso di venti giorni fa».
Quando però nessun ribaltone, o rimescolamento delle carte, era alle viste.
Poi, si sa, nel calcio mai dire mai. Che sia una semplice coincidenza che proprio oggi Papadopulo rientri dalle vacanze e piombi a Casteldebole per incontrare i Menarini e Salvatori, è difficile crederlo. Anche se il Papa è uomo d’onore e non ammette scetticismi quando assicura che «il nostro era un incontro già fissato da tempo».
PIÙ CHE DI MERCATO (quale?) è facile intuire che si parlerà di assetti futuri: solo societari o anche tecnici? La lingua batte dove il dente duole. Ma il Papa non arretra di un centimetro: «Se dovessi scommettere un euro sul fatto che le strategie tecniche saranno le stesse fissate dopo la fine del campionato, solo con una correzione di rotta a livello di strategie di mercato, in questo momento lo scommetterei».
Va da sé che avrebbe rinunciato volentieri a questa estate piena di rebus in cui la calma piatta apparente ha il sapore della quiete che precede la tempesta. Da navigato uomo di calcio sa che è un prezzo da pagare al silenzio prolungato dei dirigenti: «E’ normale che fino a quando non verrà presa una posizione ufficiale usciranno voci, interpretazioni, commenti alle voci e commenti alle interpretazioni».
Si chiama chiarezza. Per questo oggi il Papa fa tappa a Casteldebole. Per capire che faccia avrà il nuovo Bologna.
di Massimo Vitali
Una festa di sport, colori e musica. Calcio e non solo per dire no alle discriminazioni, al sessismo e all’omofobia. Seimila giovani provenienti da tutto il mondo si ritroveranno da mercoledi 8 a domenica 12 luglio a Casalecchio di Reno, comune alle porte di Bologna, per la XIII edizione dei Mondiali antirazzisti