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LO SBARCO DI BIG LUCIANO DIVIDE LA CITTA'

Nuovo Bologna targato Moggi
Papadopulo vede nero, c'è Conte

Così hanno deciso i Menarini, dopo una gornata di frenetiche consultazioni. Moggi si metterà al loro fianco per le faccende complesse del mercato nostrano. Poi,se i bolognesi avranno ingurgitato la medicina, Lucianone potrebbe entrare in società

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luciano moggi Bologna, 1 luglio 2009 - TORNA MOGGI (ammesso che mai se ne fosse andato). Che c’è di strano? Che lo fa attraverso il Bologna. E questo è strano un bel po’. Per chi non ricordasse: il Bologna fu la prima vittima (Gazzoni dice «designata») di Calciopoli, che per molti era poi Moggiopoli. Eccolo di nuovo saldo in sella Lucianone nostro, tre anni dopo il processo sportivo, cui evitò di essere sottoposto, dimettendosi poche ore prima che Cesare Ruperto aprisse i lavori. Schivò la corte della Federcalcio, non quella di Napoli, che lo sta giudicando per associazione a delinquere. Il Bologna non è stato ammesso, altrimenti ieri avrebbe chiamato in società l’uomo al quale voleva chiedere i danni.
Così hanno deciso i Menarini, dopo una gornata di frenetiche consultazioni. Moggi si metterà al loro fianco per ogni eventualità e per le faccende complesse del mercato nostrano. Poi, col passare del tempo e dei processi, se i bolognesi avranno ingurgitato la medicina, Lucianone potrebbe entrare in società, prima come socio di minoranza, poi (magari coperto da una finanziaria) come azionista di maggioranza. Intanto il redivivo da Napoli ha parlato: «Farò volentieri il consulente per il Bologna, ma adesso me ne vado per qualche tempo in barca». Vero, falso? Se qualcuno ha imparato a decifrare il «moggese», accettiamo volentieri suggerimenti.

L’OPERAZIONE «Moggi al Bologna» era stata pensata in altri termini. Molto più perentoria, molto poco presentabile in pubblico. Moggi non sarebbe comparso ufficialmente, ma si sarebbe occupato a tempo pieno del «suo» nuovo club, fino ad acquisire il 70% delle azioni. Ma a Bologna con il passare delle ore è montata la rabbia e in giro per l’Italia sono sorti i focolai dello stupore e anche dell’indignazione. Al lavoro, per tutto il giorno, sono stati anche gli avvocati delle due parti, per capire quale ruolo potesse ricoprire Moggi alla luce del sole. Nessun altro, se non quello di consulente, appunto.
Di fronte alla più imprevedibile delle notizie, i bolognesi hanno reagito dividendosi in due schieramenti opposti. Chi sostiene che sia moralmente impossibile riciclare il carnefice nella veste di guaritore e chi, al contrario, auspica che la società scenda sul terreno poco romantico, ma assai efficace della real politik.

OGGI MENARINI parlerà per dire che nel Bologna cambierà poco o nulla, che Moggi sarà appunto un suo consigliere al quale rivolgersi nei momenti del dubbio e che la società, dove scarseggiavano gli uomini di calcio, sarà rinforzata da Ceravolo. Non dirà, il patron, che ieri ha dovuto respingere in blocco le dimissioni del direttore sportivo Salvatori e del segretario Pedrelli. Non dirà che a muoverli verso i saluti definitivi era stata l’impressione che il Bologna stesse passando in altre mani, non dirà che sua figlia Francesca, la presidente, di questa vicenda non è affatto contenta e non dirà neppure che Pavel Nedved potrebbe essere il primo acquisto della nuova era rossoblù e che molti giocatori (otto o nove, tanti quanti ne ha chiesti Papadopulo), tutti con «targhe» facilmente identificabili, approderanno alla corte del re. Nedved, per primo: di lui si era già parlato qualche tempo fa, quando il ceko ruppe con la Juve sulla stesura di un contratto da rifare. Sospettare, allora, che il ceko fosse soltanto la punta di quell’iceberg affiorato nei giorni scorsi, era assolutamente impossibile. Ma le vie del pallone sono infinite. Ce n’era anche una destinata ad unire il Bologna a Moggi, mentre il processo ai colpevoli di Calciopoli è ancora in corso, mentre il Bologna stesso paga ancora le scelte che si resero necessarie per uscire dalla serie B.
A Bologna è in corso una rivoluzione tecnica e culturale. Dopo averlo combattuto per anni, la società entra a far parte del sistema.
 










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LA FOTO DEL GIORNO

pallone (Ansa)

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