Notizie Bologna
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
DONNE NEL MIRINO

Stupro di via Aposazza, c'è un sospetto
Si cerca un uomo con una Bmw cabrio

Si tratta di un campano residente in città, che ha una vettura corrispondente alla descrizione fatta dalla vittima. E' irreperibile, ma i carabinieri sono sulle sue tracce

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

VIA APOSAZZA (FOTOSCHICCHI DAVIDE LOLLI ) Bologna, 3 luglio 2009  - C’E’ una pista ben precisa per lo stupro di via Aposazza. Gli investigatori hanno un nome e un volto e stanno stringendo il cerchio intorno a lui. Cercano un cinquantenne, campano d’origine ma residente in città, proprietario della Bmw cabrio nera su cui potrebbe essere stata caricata la donna di 33 anni vittima della violenza. L’uomo risulta irreperibile, ma i carabinieri della Compagnia Bologna centro e il pm Valter Giovannini, titolare dell’inchiesta per violenza sessuale, sono sulle sue tracce. Per ora contro di lui ci sono solo forti sospetti. Ovviamente, una volta rintracciato, l’uomo potrebbe anche risultare estraneo o dare una versione dei fatti diversa da quella raccontata dalla donna. L’invito è di presentarsi spontaneamente.

LA TRENTATRENNE, ex commerciante, ora casalinga, residente nell’hinterland con il convivente e i loro tre figli, lunedì sera aveva chiamato i carabinieri dicendo di essere stata stuprata. Secondo il suo racconto, verso le 19,30 stava camminando in via Aposazza, una traversa di via Ferrarese, per andare in via del Gomito a prendere l’autobus. La donna, dopo una lite con il compagno, era andata a trovare un’amica in via Stendhal, ma non l’aveva trovata in casa. E così stava andando dalla madre, in zona San Donato.

MENTRE camminava le si era affiancata una Bmw spider nera, con interni in pelle bordeaux, guidata da un uomo sui 50 anni, capelli brizzolati, giacca e cravatta, accento campano.
"Vuoi un passaggio?", le aveva chiesto. E lei, dopo alcune resistenze, era salita. Invece di portarla alla fermata del bus, però, lui aveva fatto inversione e svoltato in una traversa di via Aposazza, una stradina privata chiusa dopo 20 metri da una sbarra. Aveva fermato l’auto e, dopo averla schiaffeggiata, insultata e minacciata, aveva abusato di lei. Poi era ripartito, lasciando successivamente la donna in via Michelino, non lontano dall’abitazione della madre. Sulle prime, nel racconto della donna erano emerse alcune contraddizioni. Giovedì è stata risentita a lungo dai carabinieri e ha chiarito diversi particolari. La sua versione è ritenuta "assolutamente credibile" dagli inquirenti. La donna ha riconosciuto il modello esatto di Bmw: si tratta della serie 6. Una vettura di pochi mesi, perché aveva ancora l’odore tipico delle auto nuove, fresche di autosalone. Inoltre, la 33enne ha fornito uno dei numeri della targa, il 6.

HA POI spiegato che il bruto, dopo la violenza, è partito a razzo, bruciando un semaforo rosso. Ha anche illustrato ai carabinieri il percorso compiuto fino a via Michelino. I militari dell’Arma hanno già acquisito i filmati di alcune telecamere di sicurezza presenti lungo il tracciato. Spulciando i nominativi dei proprietari di Bmw serie 6, sono quindi giunti alla persona che ora viene sospettata. Il cui volto verrà mostrato alla vittima e sarà confrontato con le immagini delle telecamere.

di Gilberto Dondi










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

pallone (Ansa)

Un calcio al razzismo

Una festa di sport, colori e musica. Calcio e non solo per dire no alle discriminazioni, al sessismo e all’omofobia. Seimila giovani provenienti da tutto il mondo si ritroveranno da mercoledi 8 a domenica 12 luglio a Casalecchio di Reno, comune alle porte di Bologna, per la XIII edizione dei Mondiali antirazzisti