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Fortitudo, la speranza è Palumbi

Se Sacrati non ricapitalizzerà, il socio di minoranzapotrebbe accollarsi gli oneri. Anche l'imprenditore Veronesi, già nel cda dell'era Seragnoli, starebbe lavorando per l'Aquila. La priorità è l'iscrizione alla LegaDue. Poi si penserà al debito di oltre 12 milioni

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Renato Palumbi, socio Fortitudo (FOTOSCHICCHI) Bologna, 3 luglio 2009 - LA FORTITUDO continua nella sua corsa contro il tempo. Entro l’11 luglio bisogna reperire un milione di euro: 700 per ristabilire il capitale sociale più 300 per abbattere una buona parte dei debiti e impedire che le perdite sovrastino il capitale stesso. L’assemblea dei soci si riunirà mercoledì 8 luglio e in quella sede si vedrà se il presidente Gilberto Sacrati avrà trovato i denari necessari per questa operazione, così non fosse la palla passerà direttamente all’avvocato Renato Palumbi. Sebbene la sua percentuale di quote sociali sia davvero piccola – lo 0,01% – l’ex presidente biancoblù è a tutti gli effetti l’unico socio di minoranza. Nel passato l’attuale numero uno dell’Aquila avrebbe voluto volentieri acquisire l’intera società, ma Palumbi non ha mai ceduto la sua parte nonostante le pressanti richieste di chi a tutti costi voleva liberarsi di quella presenza ingombrante non solo per motivi storici. Ora, invece, è proprio quella porzione quasi infinitesimale delle quote sociali che potrebbe diventare l’ancora di salvezza. Se mercoledì Sacrati non sarà in grado di ricapitalizzare e di abbattere una parte dei debiti, allora – secondo i dettami del codice civile – l’avvocato potrebbe decidere di accollarsi tutti gli oneri, diventando di fatto il nuovo proprietario. Una soluzione del genere sarebbe una sorta di operazione di emergenza, ma ora c’è solo una priorità: quella di iscrivere la squadra al prossimo campionato. Contattato telefonicamente, l’avvocato Palumbi non vuole parlare. "La situazione è delicata e io sto soffrendo molto, come immagino tutti i fortitudini. Il momento è delicato, non posso dire una parola di più". Altre scappatoie comunque non ce ne sono, per cui è probabile una sua discesa in campo qualora la Fortitudo acceleri il suo percorso verso la scomparsa dal panorama cestistico italiano e quindi si avvicini al fallimento.

L’EX PRESIDENTE non è l’unico che si sta muovendo: pare che anche l’imprenditore bolognese Giuseppe Veronesi, già nel consiglio di amministrazione nell’era Seragnoli e amico personale di Zoran Savic, stia lavorando per garantire un futuro all’Aquila.
Se, invece, Sacrati dovesse trovare i danari per iscrivere la squadra alla LegaDue, il problema della cessione della società, sarebbe solo posticipato. Sulla Fortitudo grava un debito di oltre 12 milioni di euro, mentre il suo destino è strettamente legato alla nascita del Parco delle Stelle, la cittadella sportiva che il presidente biancoblù vorrebbe edificare in area Caab ma, come si sta sentendo dire da tutti gli istituti di credito che sono stati contattati per reperire nuove risorse finanziarie, mancano ancora i permessi per poter realizzare il progetto. La burocrazia ha tempi lunghi ed è impensabile trascorrere una intera estate in queste condizioni, con agenti e giocatori che bussano alla porta per incassare i loro crediti mentre ci si arrovella per costruire la squadra. Discorsi vicini ma allo stesso tempo lontani, ora la Fortitudo ha un solo obiettivo: non scomparire.










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pallone (Ansa)

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