L'ex sfidante che ha portato il sindaco al ballottaggio: "Non è all'altezza degli obiettivi, non sono convinto che sia in grado di affrontare i problemi della città"
Bologna, 3 luglio 2009 - Troppe deleghe per il sindaco, un eccessivo sbilanciamanto a favore del mondo cooperativo e figure non all’altezza degli obiettivi. Alfredo Cazzola boccia la giunta di Flavio Delbono. “Non sono affatto convinto che sia in grado di affrontare i problemi della citta’”, e’ il giudizio netto del candidato sconfitto al ballottaggio. L’ex patron del Bologna fa le pulci alla squadra del sindaco e subito punta il dito contro la scelta di quest’ultimo di tenersi alcune deleghe ‘pesanti’.
“Sono tali e tante che fanno temere che non possa seguirle tutte nella maniera piu’ adeguata- osserva Cazzola a Punto Radio- la sicurezza, per esempio, doveva essere affrontata con un assessorato specifico (l’ex patron lo avrebbe affidato al leghista Manes Bernardini, ndr)”. Stesso discorso per la sanita’, identificata da “quella voce difficile da comprendere che si chiama integrazione socio-sanitaria”.
Lo sfidante di Delbono e’ certo che il sindaco “non avra’ tempo di seguire la sanita’ bolognese in maniera efficace e continuera’ a demandare al suo amico Bissoni (l’assessore regionale alla Sanita’, ndr), capo assoluto della sanita’ regionale, ma anche di quella bolognese”.
Cazzola giudica invece un “fatto positivo” che i rapporti con l’Universita’ siano in capo al primo cittadino (lui avrebbe fatto lo stesso) e nota come la scelta di tenere le relazioni con il Demanio risponda all’obiettivo di “governare direttamente” la partita delle “ex aree militari”.
In ogni caso, visto che Delbono si e’ tenuto molte deleghe, “difficilmente riuscira’ dal punto di vista del tempo a dare risposte efficaci su sicurezza e sanita’”. Claudio Merighi, scelto per il ruolo di vicesindaco con delega ai Lavori pubblici, e’, invece, definito “un uomo di fiducia dell’apparato politico cui fa riferimento”.
Di certo, nota Cazzola, l’ex responsabile della campagna elettorale di Delbono, “e’ chiamato a dare il meglio di se’, sempre che abbia l’esperienza per farlo”, perche’ “ci si attende velocita’ e idee chiare e che non si arrivi ai pasticci colossali che sono stati fatti sulla mobilita’” negli scorsi anni. In generale, ragiona l’ex patron di pronte alle prime fibrillazioni nella coalizione del sindaco, “l’aggregato di partiti che sosteneva la sua candidatura difficilmente sara’ in grado di convivere sotto lo stesso tetto”.
Per il resto, “questi piccoli assaggi di insoddisfazione sono un po’ un gioco delle parti: non gli darei un grande peso”. Insomma, gli alleati del Pd “si dichiarano insoddisfatti per che’ avrebbero voluto qualcosa di piu’, ma comunque la partizione va giudicata a partire dalla qualita’ delle persone”.
Qualita’ che non mancano, per Cazzola, a Luciano Sita, ex numero uno di Granarolo, ‘mostro sacro’ della cooperazione bolognese, scelto per l’assessorato alle Attivita’ produttive. “Ho per lui una grande considerazione”, ammette il consigliere comunale, che, pero’, muove un appunto: “Le cooperative sono talmente rappresentate nell’economia cittadina, che avere anche un assessorato di riferimento mi sembra uno sbilanciamento”.
Di “sindaco declassato”, l’ex patron parla a proposito di Simonetta Saliera, assessore al Traffico. “Dovra’ dimostrare di essere meglio di chi l’ha preceduta”, aggiunge. Quanto a William Rossi, ex funzionario dell’Agenzia delle entrate che si occupera’ di Bilancio, Cazzola, che ha proposto per lo stesso ruolo il super-manger Roberto Tunioli, osserva: “Un conto e’ fare il detective su chi ha pagato le tasse, un conto e’ governare una macchina con 5.000 dipendenti e un patrimonio di alcuni miliardi di euro. Non c’e’ bisogno di un fiscalista”.
Maurizio Degli Esposti, ex presidente del Borgo Panigale, all’Urbanistica, invece, risponde ad una “scelta rigorosamente politica”, come altre fatte da Delbono per la giunta di Palazzo D’Accursio. “Ci sono persone sono state chiamate in assessorati pe ri quali non hanno alcuna esperienza o professionalita’”, sostiene Cazzola. “Non so quanto aiutera’ sulla casa Milena Naldi l’essere stata allieva di Eugenio Riccomini (storico dell’arte, ndr)”, fa un esempio. L’unico al quale l’ex candidato sindaco riconosce “esperienza lavorativa” e’ Plinio Lenzi dell’Idv, indicato per l’assessorato al Commercio.
Tirando le somme, “questa squadra di governo, anche per le modalita’ con cui sono stati scelti gli assessori, e’ la solita proposta che esce da un accordo politico”, comunque “non all’altezza degli obiettivi”.
L’unico ad essere salvato e’ Maurizio Cevenini, indicato per la presidenza del Consiglio comunale. “Ho detto che faro’ all’opposizione un’azione dura e rigorosa. Ma credo che di fronte a lui faro’ un’eccezione: avra’ sicuramente il mio voto. Poi lo giudicheremo nei fatti”, conclude l’ex patron
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