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Fumo dal carrello di un vagone
Panico tra i passeggeri in fuga

Paura tra i passeggeri del regionale del mare, che hanno tirato il freno d'emergenza e sono scesi in fretta e furia dalle carrozze. C'è stato anche chi si è calato dai finestrini

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fumo sul treno regionale (Foto Ivan Scognamiglio) UNA COLONNA di fumo scaturita dal carrello di un vagone ha gettato nel panico i passeggeri del treno regionale 2068 Ancona-Piacenza, che hanno tirato il freno di emergenza e sono scesi in fretta e furia dalle carrozze, calandosi anche dai finestrini. E’ accaduto ieri pomeriggio poco prima delle 18 lungo la linea per Rimini, in prossimità del bivio San Vitale, a meno di due chilometri dall’ingresso nella stazione centrale.

IL CONVOGLIO era strapieno, data la concomitanza con il rientro di centinaia di persone dopo la ‘Notte rosa’ celebrata in tutta la Riviera romagnola. Il principio d’incendio, dovuto al surriscaldamento dei freni della terza carrozza di testa, è stato domato in pochi istanti con l’utilizzo degli estintori di bordo ma per qualche istante i passeggeri, ripensando al disastro di Viareggio, hanno temuto il peggio. Il regionale è stato bloccato all’altezza delle vie Scandellara e Rimesse, dove si sono precipitati i mezzi dei vigili del fuoco e le ambulanze del 118. Nessuno si è fatto portare al pronto soccorso ma alcuni viaggiatori si sono successivamente recati in ospedale per farsi refertare. Il rischio più grande è stato quello che sopraggiungesse un convoglio sui binari invasi dai passeggeri in fuga. L’immediata segnalazione del capotreno alla centrale operativa ha fatto scattare il blocco della circolazione sulla linea, durato per pochi minuti. E’ rimasto fermo più a lungo il 2068, che peraltro era già in ritardo di una ventina di minuti prima dello stop.
Altro tempo è stato necessario per il riarmo dei freni e la verifica del vagone. Qualcuno ha deciso di non risalire a bordo e di proseguire a piedi. Il regionale è arrivato attorno alle 18.30 in stazione, dove i tecnici hanno effettuato ulteriori controlli. La carrozza non avrebbe subito danni: stando alle prime valutazioni il surriscaldamento sarebbe stato causato da una frenata prolungata o da un blocco del dispositivo. «Il convoglio è ripartito per Piacenza con la stessa composizione e un’ora circa di ritardo — spiega un portavoce di Trenitalia —. Scendendo dal treno sui binari le persone hanno messo a rischio la propria incolumità. A bordo esistono procedure di sicurezza per queste circostanze e persone preparate per applicarle».

L’EPISODIO ha scatenato le proteste di centinaia di persone. Ecco il resoconto di un nostro lettore, la cui moglie era a bordo: «A circa 2 chilometri dalla stazione di Bologna nel vagone adiacente al suo si è sprigionata una densa coltre di fumo. Il treno s’è fermato, la gente si è letteralmente buttata dai finestrini con i bagagli ed è rimasta 40 minuti circa sulla massicciata del binario parallelo, attendendo inutilmente che qualcuno la informasse sull’accaduto. Sul posto si sono presentati mezzi dei vigili del fuoco e ambulanze, ma nessuno delle Ferrovie dello Stato a fornire un benché minimo ragguaglio». «Allarmato dalla telefonata di mia moglie — prosegue il lettore —, ho contattato il servizio clienti di Trenitalia e, spiegato l’accaduto all’operatore, quest’ultimo ha verificato, e confermato, la mia informazione direttamente parlando col capotreno. Oltre ad avere riscontrato la proverbiale affidabilità dei nostri treni, vorrei aggiungere il fatto che, mentre l’operatore chiedeva spiegazioni su un altro telefono, sentivo che mi apostrofava con termini del tipo: ‘C’è un marito fuori di testa che domanda perché sua moglie è scesa dal finestrino’. Ma vi sembra possibile che al danno si debba anche aggiungere la beffa?».

di Enrico Barbetti










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pallone (Ansa)

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