I genitori del bambino vivono in condizioni precarie in un ex fabbrica insieme ad altri stranieri. Il caso seguito dalla procura ordinaria e dal tribunale dei minori. La rapitrice, 17enne, resta nel carcere del Pratello
BOLOGNA, 6 luglio 2009 - Saranno i servizi sociali a decidere se il piccolo rumeno di quattro giorni, rapito lo scorsa fine settimana da una 17enne con problemi psichici, potrà essere riaffidato ai genitori. La coppia, infatti, vive in condizioni precarie in un’ex fabbrica alla periferia di Bologna insieme ad altri stranieri. Per ora il neonato resta ricoverato nel reparto di Pediatria del Sant' Orsola.
Il caso e’ seguito dalla procura ordinaria e da quella dei minori. In particolare, come ha spiegato il pm Giuseppe Di Giorgio, si sta cercando di valutare se la minorenne (arrestata dalla polizia per sequestro di persona) abbia agito da sola o con la complicita’ di maggiorenni. La ragazza comunque resta nel carcere minorile del Pratello in attesa della convalida dell’arresto.
L’adolescente ha problemi psichici ed e’ seguita dai servizi sociali che in passato l’hanno affidata a comunita’ di minori, nonostante sua madre viva a Bologna. A denunciare la scomparsa del neonato sono stati, sabato pomeriggio, la mamma ventenne e il padre di 22, entrambi romeni da poco in Italia. Il giorno prima avevano incontrato la ragazza in centro, che aveva giocato un po’ con il bimbo e poi seguito i tre fino al loro alloggio.
Al risveglio, i genitori si erano accorti che il piccolo non c’era piu’.
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