Effrazione e occupazione di ambiente privato i reati ipotizzati, come spiega la prorettrice agli studenti, Paola Monari. “Sono state forzate alcune porte e tagliati i catenacci che chiudevano i cancelli a piano terra". Nella serata oltre 250 giovani hanno marciato per le strade del centro storico invocando libertà per tutti gli studenti arrestati in questi giorni
Bologna, 7 luglio 2009 - L’Alma Mater di Bologna presentera’ una denuncia contro ignoti in seguito all’occupazione del Rettorato e dell’ufficio del rettore, Pier Ugo Calzolari, di questa mattina da parte degli studenti dell’Onda. Effrazione e occupazione di ambiente privato i reati ipotizzati, come spiega la prorettrice agli studenti, Paola Monari. “Sono state forzate alcune porte e tagliati i catenacci che chiudevano i cancelli a piano terra- riferisce Monari- hanno compiuto una serie di violazioni inaccettabili”. In particolare, l’occupazione dello studio del rettore, che e’ “un luogo particolarmente delicato, perche’ e’ il cuore politico dell’Universita’”. La Digos, che era presente, “fara’ sicuramente un verbale- aggiunge la prorettrice- seguendo le sue procedure”.
Quanto alle richieste fatte dai ragazzi dell’Onda, perche’ i vertici dell’Ateneo bolognese prendessero posizione nei confronti degli studenti arrestati in seguito agli scontri di Torino per il G8 delle Universita’, Monari ribadisce il “no” dell’Alma Mater.
“Non entriamo nel merito e non commentiamo i dispositivi della magistratura- afferma la prorettrice- e’ un principio a cui ci siamo sempre attenuti, in occasione di sentenze sia in nostro favore sia contro. E’ una regola che vale comunque sia- ribadisce Monari- quindi su questo non c’era margine per un dialogo”.
Il secondo aspetto che “ha reso difficile la comunicazione” con gli studenti dell’Onda, continua la prorettrice, e’ il fatto che “noi siamo pronti a trovare una soluzione condivisa solo se il dialogo e’ fondato sul rispetto reciproco delle regole. Non ci puo’ essere nessun gruppo dentro l’Ateneo che segue dei percorsi al di fuori di questo, altrimenti la situazione diverrebbe ingestibile”. Senza contare, conclude Monari, che “con manifestazioni di forza non si possono trovare soluzioni”.
Per tutti questi motivi, sottolinea Monari, “il fax di solidarietà nei confronti dei ragazzi arrestati non si poteva fare. Quando i ragazzi, alla seconda richiesta, hanno parlato di mandare un loro messaggio, firmato da loro- ci tiene a precisare la prorettrice- dal momento che il Rettorato era occupato, eravamo in una situazione che non potevamo rifiutare”. La posizione assunta oggi dai prorettori, spiega ancora Monari, “e’ condivisa” da Calzolari, che da domenica si trova a Parigi all’Unesco e che rientrera’ giovedi’.
E l’iniziativa di questa mattina non è restata isolata. Oltre 250 gli studenti dell’Onda che hanno marciato per le strade del centro storico invocando libertà per tutti gli studenti arrestati in questi giorni. I ragazzi si sono ritrovati alle 19.30 in piazza Verdi ed alle 20.10 sono partiti in corteo per via Largo Respighi, intenzionati a portare di nuovo alla cittadinanza la loro protesta.
Gli studenti hanno percorso via Largo Respighi, via de’ Castagnoli, via delle Moline per poi voltare in via del Borgo di San Pietro ed infine riversarsi in via Irnerio occupando entrambe le carreggiate di marcia e procedendo molto lentamente verso porta Zamboni. Lo striscione “L’Onda non si arresta, dietro lo scudo c’eravamo tutti” apre il corteo.
I ragazzi hanno lanciato cori contro la prorettrice agli studenti dell’Alma Mater, Paola Monari, e contro il procuratore di Torino, Giancarlo Caselli.
I manifestanti si sono poi fermati lungo i viali prima all’altezza di porta San Donato poi di porta San Vitale, bloccando la circolazione per oltre mezz'ora. Tolto il blocco i giovani hanno sfilato di nuovo per le vie del centro, dove si è stato qualche piccolo momento di tensione quando hanno incontrato altri ragazzi che hanno fatto il saluto romano al passaggio del corteo, all’imbocco di via Zamboni, quasi sotto le Due Torri simbolo di Bologna.
In risposta sono volate bottiglie e alcuni ragazzi si sono staccati dal corteo per inseguire i tre, ma i manifestanti dell’Onda sono stati bloccati dalla polizia e i ‘provocatori’ hanno potuto allontanarsi. Il corteo è poi proseguito, diretto alla ‘base’ di Piazza Verdi, in zona universitaria.
Una festa di sport, colori e musica. Calcio e non solo per dire no alle discriminazioni, al sessismo e all’omofobia. Seimila giovani provenienti da tutto il mondo si ritroveranno da mercoledi 8 a domenica 12 luglio a Casalecchio di Reno, comune alle porte di Bologna, per la XIII edizione dei Mondiali antirazzisti