Nel corso dell'operazione, diretta dalla procura di Bologna, sono già stati sequestrati circa 300 litri di ketamina. Con la droga, che può essere trasportata sia allo stato liquido che solido, venivamo imbevuti capi di abbigliamento - in particolare pashmine indiane - e poi riportata allo stato solido per essere sniffata come cocaina
Bologna, 18 luglio 2009 - Le sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Bologna Pasquale Giannini, in seguito alle indagini della Squadra mobile di Bologna coordinate dai pubblici ministeri Valter Giovannini e Lorenzo Gestri, hanno riguardato 4 persone già detenute nell’ambito della prima tranche della stessa operazione- in seguito a provvedimenti di fermo avvenuti tra il 18 e il 19 maggio scorso - e due nuovi indagati, che si occupavano della detenzione della droga nel veronese.
In manette, sono finiti ex novo Francesco Luongo, 36 anni, e Daniele Ardino, 30 anni, entrambi di Verona, quest’ultimo fratello di Davide Ardino, 39 anni, ritenuto dagli inquirenti - assieme a Fabio Napoletano, 42 anni, di Novara - i principali importatori dell’organizzazione di ketamina e charas (hashish indiano molto pregiato) dall’India, dove entrambi facevano base. Con la droga, che può essere trasportata sia allo stato liquido che solido, venivamo imbevuti capi di abbigliamento - in particolare pashmine indiane - e poi riportata allo stato solido, nel quale veniva poi venduta (viene sniffata come cocaina).
Il traffico, dall’India, passava per le rotte del Nord Europa, in particolare da Londra, per poi arrivare a Novara, nel piemontese, dove nel maggio scorso è stato arrestato Boris Aloi, 36 anni, che si occupava dello stoccaggio della ketamina presso il centro sociale diocesano della Curia, in cui lavorava in magazzino, del tutto ignaro dell’attività illecita del suo dipendente. Nel bolognese, le destinatarie della droga - che provvedevano allo smistamento sul mercato locale - erano invece due insospettabili ragazza, Eleonora Vicentini, 25 anni, di Vicenza, e Maria Sterpeta Lamacchia, 25 anni di Barletta.
Queste ultime, hanno spiegato gli inquirenti, - una studentessa l’altra disoccupata - si erano inventate una attività alquanto redditizia, senza troppa fatica, contando sul fatto di essere insospettabili. La droga, che aveva preso anche altre strade sul mercato italiano, veniva successivamente lavorata e destinata al mercato giovanile dei rave e delle discoteche, con considerevoli profitti. Trentadue, in totale, le persone dell’organizzazione arrestate nell’ambito dell’operazione Alexander, che ha portato inoltre al sequestro di oltre 360 litri di ketamina liquida (si ricavano 50-100 grammi di polvere ogni litro) e 50 kg di hashish del tipo Charas.
La ketamina è un droga molto diffusa tra i giovani, anche per i costi contenuti: una dose da 0,20 grammi, da sniffare, può costare dai 30 ai 50 euro ed è in grado di provocare lo «sballo» molto rapidamente, in quanto si tratta di un anestetico dissociativo.
fonte agi
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