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PROVA SCHIACCIANTE NON SERVE PER DENUNCIA

Writer tradito dalle telecamere
Impianto non a norma, film inutilizzabile

 Il parroco della chiesa Santi Giuseppe e Ignazio, in via Castiglione 67, infatti, non aveva ancora apposto i cartelli per avvisare della presenza dell’impianto di videosorveglianza. I restauri della chiesa erano terminati appena due giorni fa

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writers, graffittari Bologna, 21 luglio 2009 - Nel filmato si vedeva un ragazzino che poggiava lo zaino a terra, ne estraeva una bomboletta e vergava la sua “tag” (la scritta “Mose”), per ben due volte, sul muro della chiesa appena ridipinta. Il parroco, insomma, aveva una prova schiacciante per denunciare quel graffitaro, ma non ha potuto usarla: non erano ancora stati apposti i cartelli per avvisare della presenza dell’impianto di videosorveglianza, nuovo di zecca.
Come “nuovo” era il muro della chiesa, quella dei santi Giuseppe e Ignazio, in via Castiglione 67, nel centro storico di Bologna, dove i ponteggi per i restauri dell’esterno del complesso parrocchiale erano stati smontati appena due giorni prima dell’incursione del writer. E’ successo pochi giorni fa: “Uno ‘scherzetto’ che ci viene a costare almeno 2.000 euro”, racconta il parroco, don Romano Marsigli, sconsolato e arrabbiato. Anche perche’ ora, per togliere quelle due scritte “Mose” (una di un metro e una larga oltre il doppio), “bisogna rifare tutta la tinta, e dobbiamo aspettare l’ok dell’architetto”.


Tra l’altro, il colore scelto per la facciata dell’edificio ha provocato non poche polemiche tra i parrocchiani e i residenti: un rosa molto acceso, che spicca in mezzo agli altri palazzi.
“Ma e’ stato scelto dalla Soprintendenza- spiega don Romano- che oltretutto ha fatto rifare due volte il colore da un esperto, il professor Giuseppe Costantini, e dopo una prova stratigrafica costata 1.800 euro. Ma pare che questo fosse il colore originario...”,

Don Romano conosce a memoria tutti i conti del restauro, avviato in vista della decennale eucaristica della parrocchia, che sara’ celebrata nel giugno 2010. Il preventivo a tutt’oggi e’ di 1.137.972 euro “piu’ Iva”, sottolinea il parroco, che per invogliare i parrocchiani a contribuire ha realizzato un pannello con un disegno della chiesa su carta quadrettata: ogni quadratino vale 1.000 euro, ma finora ne sono stati “riempiti” solo un centinaio. Dalla Fondazione Carisbo sono arrivati circa 30 mila euro, altrettanti dall’eredita’ del precedente parroco, don Calzolari, e altri 30 mila dalle donazioni dei parrocchiani. Il cartello e’ posto all’ingresso della cappella dove ora si tengono le funzioni, perche’ la chiesa e’ inagibile per i lavori. “Confidiamo nella Provvidenza”, allarga le braccia il religioso.

Che pero’ ha le idee ben chiare sulla pena che avrebbe comminato al graffitaro: “Lo avrei fatto denudare e verniciato con la sua stessa bomboletta, poi gli avrei detto ‘e adesso vatti a ripulire’...”, scherza. Quindi si fa serio e dice: “Quantomeno avrei fatto pagare i danni ai genitori, perche’ da quel che si vedeva nel filmato, ora distrutto, avra’ 16 o 17 anni... E di scritte simili qui in giro ne ha fatte altre”. Un’altra tag “Mose” e’ infatti su una colonna di via Castiglione, a pochi metri, all’angolo con via Arienti, ma mimetizzata in mezzo a numerosi altri graffiti che costellano il portico, i portoni e le serrande della strada.


Ora, pero’, l’impianto di videosorveglianza nella chiesa dei santi Giuseppe e Ignazio e’ attivo e a norma di legge, con tanto di cartello che avvisa i passanti. E che, spera don Romano, terra’ lontani altri graffitari.










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