Bologna, 19 marzo 217 - Tranquilli tutti: anche una notte da incubo inizia, come si confà, con una ninna nanna, e finisce con il suono della sveglia. Due orizzonti temporali reali e concreti, che si fanno porta d’accesso e via di fuga in “Soundtrack of a Nightmare” (2017, Autoprodotto), il primo lavoro da solista di Davide Laugelli. Musicista bergamasco, a Bologna fin dai tempi del Dams e a seguire di una magistrale in Discipline della Musica, Laugelli è forse già una conoscenza per chi segue la scena death metal e di metal melodico bolognese.

E di sicuro prima ancora di quella glam rock lombarda, poiché al basso con i 373°K, ai tempi, girò dal vivo un bel po’. Trasferitosi a Bologna, per lui sono arrivati i The Burning Dogma, con cui ha firmato “Cold shade burning”, colonna sonora dello spettacolo teatrale “Triump of spread”. Qualche anno di pausa ed eccolo riapparire al basso con i più noti Electrocution e a seguire con i più melodici Disease Illusion. Questo suo primo lavoro completamente da solista, racconta Laugelli, è arrivato quasi per scherzo, convintosi a far qualcosa da solo dopo aver realizzato il jingle per una segreteria telefonica

“Soundtrack of a nightmare”, va detto subito, sconta la pecca di essere un ep solamente strumentale. Una colonna sonora, però, altrimenti non poteva essere. Ma attenti ai giudizi affrettati: tra le sue stellette il disco annovera di sicuro un’attenzione professionale nei confronti dei suoni, e una ricerca musicale che anche i detrattori del metal farebbero male a derubricare senza un primo ascolto. C’è infatti un’idea di fondo in questa colonna sonora, forte e ben presente, ed è questo il punto che fa di un semplice ep strumentale quasi una sorta di concept album, pur senza testi.

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O meglio: un’opera classica, in 4 movimenti. Che parte con un riferimento a Brahms, nel brano di apertura “Johannes Brahms op. 49 n.4 (insane version)” - altri non è che la ninna nanna più nota, quella che tutti conosciamo -, e passa indenne attraverso i pochi secondi di “La nave di pietra” per prendere sostanza in “A night at Stonehenge”. Da prassi, a questo punto, il movimento successivo è un lento, lentissimo e cupo “Hell with you”, preludio del gran finale maestoso di “Climbling the wrong mountain”. La sveglia ci sveglia, ma l'incubo è stato vissuto in piena regola, a occhi aperti, con i suoi momenti al cardiopalma, quelli d’azione e quelli più riflessivi, in cui anche gli occhi, sotto le palpebre, hanno potuto riprendere fiato.

Per nulla piatto e ripetitivo il risultato, se questo è il dubbio dell'ascoltatore non avvezzo: Laugelli al basso - ben accompagnato da Fausto De Bellis al Sinth e Michele Panepinto alla batteria - ha orchestrato il tutto con stile e attenzione ai dettagli. Se ne ottiene un disco forse poco spendibile sul mercato (servirebbe perlomeno un incubo in video, a cui associarlo): ma quale disco autoprodotto è spendibile oggi? Allora tanto vale divertirsi, e magari già che ci siamo dimostrare di saperci fare. Tanto più che, ben lontani da certe gabbie di note in ripetizione cui ci hanno abituato certe band death metal anche celebri, qui la riflessione è ampia, le melodie sono rotonde e la ricerca musicale profonda. Il disco, fresco di lavorazione, è disponibile da neanche un mese, autoprodotto e distribuito in proprio, con la Tbd Management. Da gustare con gli occhi chiusi. Lasciando magari accesa la luce.

LA SCHEDA

Nome: Davide Laugelli
Album: "Soundtrack of a Nightmare" (2017, Autoprodotto)
Genere: metal melodico strumentale
Dove ascoltarlo: https://www.youtube.com/watch?v=UC46Djv6cXA