Bologna, 19 aprile 2017 - Ad avere 23 anni e tanta voglia di divertirsi l'approdo migliore, a saperlo raggiungere, non può che essere il funk. Lo avrà pensato Enrico Zoni, giovanissimo musicista bolognese, uscito a dicembre dello scorso anno con un Ep adrenalinico e superbo che porta il suo nome, ascoltabile gratuitamente su Spotify e Sound Cloud. Oppure dal vivo, visto che Enrico, presenza fissa alla Music Academy / Zona Roveri e già avvistato prestissimo nei locali cittadini, ha dimostrato di sapere il fatto suo.

Per esempio imbarcandosi – la scorsa estate – nel The Italian Scottish Connection Tour 2016: una crew di giovani musicisti italiani e scozzesi che per qualche mese ha calcato palchi e strade di città come Glasgow, Londra, Amburgo e Berlino. Nello zaino di Zoni, soprattutto, molti strumenti e un suono diretto e universale. Naturalmente radiofonico, poi. Lo ha scoperto Radio Capital lo scorso anno con il contest Capitalent, selezionando Enrico Zoni tra le oltre 16mila proposte arrivate da tutta Italia. Il brano scelto è “Prima o poi', fa parte del suo primo album, 'Artisticando', autoprodotto (sempre disponibile su Spotify e Sound Cloud).

Lo stile è lo stesso poi sviluppato nell'Ep seguente. Un intarsio irresistibile di giri di basso, di batteria pulsante e colpi di charleston, chitarre gracchianti e mille altri innesti. Molti dei quali suonati dallo stesso Zoni, che si diletta al basso, alla chitarra, al pianoforte e di recente al flauto traverso. Tutti strumenti protagonisti in un giochino interessante, in cui il ragazzo ha scansato con maestria il rischio altissimo di apparire 'saputello' per centrare invece appieno un buon modo di descrivere in breve il suo carattere musicale.

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La prova in questione è “Uptown funk” di Bruno Mars. Canzone coverizzatissima, ripetutissima, divenuta virale in video, con i suoi milioni di clip amatoriali e corali girati nelle mille città del mondo. Enrico Zoni ne ha mantenuto lo stile, racchiudendolo però in una stanza. La sua, dove, sullo sfondo biancheria da sistemare e miti appesi sui muri, è lui stesso ad alternarsi al microfono, al basso, alla chitarra e al pianoforte, affidando il tema chiave al flauto traverso. Una buona idea dai molti i rischi: impeccabile la resa. Merito di sicuro di un'ottima conoscenza dello stile funky, che di suo è una bestia feroce, al pari del jazz o del reggae: così carico di consuetudini e cliché, ti ridicolizza se lo snaturi e ti appiattisce se lo segui pedissequamente.

Perigliosa la via di mezzo, che Enrico Zoni dimostra di saper percorrere in perfetto equilibrio. Giocando con i riff e gli slap senza lasciarsi travolgere, e aggiungendo testi ironici e intelligenti (in italiano, vivaddio), influenze di buon pop contemporaneo e iridescenti striature rock. Elementi buoni a ricordare, qui e là, che una musica di tale foggia non esiste se non fa muovere la testa e battere il piede ritmicamente a chi l'ascolta. Provare per credere con brani come 'Tic', che apre l'Ep, o con “Il suo nome è lady Jane”, dove emerge chiaro anche il quinto strumento di questo polistrumentista 23enne: la voce, chiara e graffiante, che sa giocare con lo stile senza eccedere nel virtuosismo odierno, morbo letale dilagato dai talent tv. Una jattura il cui antidoto esiste e si chiama stile. In parte è innato, il resto non può che nascere divertendosi notte e giorno in sala prove, come dimostra di aver fatto, e per fortuna, Enrico Zoni.

LA SCHEDA

Nome: Enrico Zoni
Età: 23 anni
Genere: Funk/pop
Strumenti: pianoforte, basso, chitarra, flauto traverso e voce
Dischi: "Artisticando" e "Enrico Zoni", ascoltabili su Spotify e Sound CLoud