Bologna, 6 agosto 2017 - Fanno rock resistente da undici anni, Luca Taddia e i suoi, alternando nei tanti concerti vivo i brani autografi alle canzoni di lotta partigiana, spesso in coppia con gli amici Modena City Ramblers. Viste le premesse non potevano che essere emiliani, ma se qualche dubbio persistesse ancora, ecco due elementi inequivocabili. Il primo è un brano scritto nel 2013, di getto, nel chiuso di una tenda, con l'adrenalina ancora in colpo, dopo le tragiche scosse. 

Sarà per questo che, per una volta, oltre all'italiano e agli assoli rock, in 'Bellemilia' si fa strada il dialetto: "Bellemilia, c'la sira, csamet cumbindè? Lè stè un quarantott, as sen caghe adoss!". E se fosse successo altrove, dappertutto, un brano del genere, piuttosto che un rock sarebbe stato un lento da sudario. Ma da queste parti, lo spiega bene Gianluca Morozzi ne 'L'Emilia, o la dura legge della musica', a un certo punto un qualche asteroide sarà caduto nel bel mezzo della Bassa, diffondendo le sue spore di autentico rock nelle più sperdute contrade. Altrimenti non si spiegherebbero Vasco, Liga, i Nomadi, i Csi e davvero un mucchio di altra roba. Compresi i Fev, con le dovute differenze, il cui nome è un acronimo - Falce e vinello - che già da solo basterebbe a voler loro bene. La canzone dedicata a quel drammatico 20 maggio, si diceva, sarebbe stato un lento da sudario, ma in Emilia, e questo è il bello, tutti parlano alla pari con tutti, terremoto compreso.Ne è nato un brano di stomaco, cuore e coraggio, tant'è che Gianni Morandi lo ha sentito e fatto proprio, pubblicandolo all'interno di "Bisogna vivere" (2013), come inno alla propria terra. 

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La versione dei Fev, invece, oltre che in un bellissimo videoclip ha trovato posto in un album dal titolo 'Evoluzione', pubblicato nel 2014. Nel disco la formazione al completo è composta da Luca Taddia alla chitarra e voce, oltre che autore dei testi, Luca Caselli alle chitarre, Fabio Cremonini al violino, Ivano Zanotti alla batteria, Pier Mingotti al basso e Alberto Alinari al pianoforte e la fisarmonica.  E sempre in 'Evoluzione', menzione immancabile va fatta a 'Il volo', brano dedicato a Bologna, città che 'sembra una tovaglia, le strade come raggi di una bicicletta', con 'la gente in fila fuori dai teatri', e 'un grido che ancora chiede giustizia'. C'è tutto, per dire: amore e fascino cantautorale, in quel connubio tutto emiliano di parole incasellate, significati profondi, batteria pulita, chitarre acustiche e assoli arzigogolati. Qui, in più, ci sono un basso e un pianoforte che sanno di anni '80 e che restituiscono completezza a un quadro che, visto per intero, sa ancora dare un senso al fascino tutto italico della poesia che si fa musica. 

Bel sound ha 'Testa a pezzi', brano pulsante, arricchito da cori femminli, hammond, e una sezione ritmica che sa farsi protagonista. E poi 'Chiavi universali', il racconto di un vecchio rivoluzionario errante, 'Sassi alla luna' e molto altro ancora. Spesso godibili dal vivo, tra concerti del Primo maggio e Feste dell'Unità, i Fev sono un pezzo dell'Emilia che più amiamo. L'è un bel sentir.

LA SCHEDA

Chi sono: Fev

Cosa vuol dire: Falce e vinello

All'anagrafe:  Luca Taddia, chitarra e voce; Luca Caselli, chitarre; Fabio Cremonini, violino; Ivano Zanotti, batteria; Pier Mingotti, basso; Alberto Alinari, pianoforte e fisarmonica.

Il pezzo forte: 'Bellemilia', interpretato anche con Gianni Morandi nel suo disco 'Bisogna vivere'