Bologna, 28 giugno 2017 - La prima apparizione a Bologna di un collettivo di nome Juredurè risale, ufficialmente, al Primo maggio 2004. Grande annata: il ‘concertone’ si tenne in piazza VIII Agosto, e fu a tutti gli effetti il secondo evento per importanza dopo quello di piazza San Giovanni a Roma. Sul palco si alternarono tra Frankie Hi Nrg, Eugenio Bennato e la Bandabardò e, accanto a loro anche esordì un accorato collettivo, di quelli numerosi, capace di mescolare la musica etnica del Sud con il jazz, il funky americano, la patchanka e le percussioni africane.

Anche il nome, Juredurè (in italiano ‘il fiore del re’), fa parte di quella magia, poiché richiama a un’antica leggenda calabrese, quella del re pagano, che si pentì dei suoi soprusi e decise di affrontare un villano cui aveva sottratto la donna grazie allo jus primae noctis, presentandosi al duello armato di un fiore. Il riscatto, d’altronde, trovava posto fin dall’inizio nei testi e nei temi della band, bolognese doc, poiché nata tra le sale prova del Container Club (che non esiste più) e le aule del conservatorio G. B. Martini.

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Già, perché tra i record degli esordi, il collettivo calabro-bolognese poteva vantare un numero spropositato di Maestri, con la maiuscola. Deus ex machina è ancora oggi Antonio Rimedio: docente, oboista, fisarmonicista, compositore, promotore di band e collettivi, musicista dalle decine di collaborazioni illustri e autore di svariate colonne sonore. Il resto della compagine è formato, oggi, da Mario Brizzi al basso e contrabbasso, Antonio Calzone al clarinetto, clarinetto basso e la composizione, Emanuele Trocino, autore dei testi e frontman, più i vari compagni di viaggio che, di volta in volta, si aggregano alla band.

Sono tre gli album all'attivo (L'ultimo è 'La triste commedia', 2015, Irma Records) e un quarto che - spiega Emanuele Trocino - "se verrà sarà, come in altri tempi, come una raccolta di singoli". Il primo della nuova serie è 'Cosa vuoi che sia'. Out now, come dicono quelli bravi, per l'etichetta "Parametri musicali", in rotazione radiofonica e disponibile sulle piattaforme digitali, accompagnato da un ironico videoclip. Molte le mutazioni, con brani più world, più ammiccanti al pop, sonorità più dirette, e testi mai banali che, lasciati a casa i simboli e gli eroi di 'Ritorno', oggi sono più affascinati dalla descrizione delle dinamiche quotidiane.

Ben presente, in questo nuovo ritorno, è il nuovo approccio dato da Giancarlo Di Maria, volto noto alle spalle di Mina e Celentano, Giò di Tonno e molti altri). A lui l'onore di aver esaltato in una nuova veste lo stile Juredurè, che tredici anni dopo quegli esordi di piazza è però ancora quello autentico che nel 2004 diede vita al gruppo: una patchanka grintosa, che ammicca alla musica classica, ricorda i Balcani, vede l'America, ma ha ben salde le radici nelle tradizioni del Grande Sud fatto di fisarmoniche, timpani pressanti e balli sfrenati. Il divertimento, soprattutto dal vivo, non è mai mancato. In partenza per Bruxelles, per un concerto che si terrà il 2 luglio, gli appassionati possono non temere: a luglio è già tempo di un bel live bolognese. Per saperne i dettagli basta tenere d'occhio il loro sito e la loro pagina Facebook.

SCHEDA

Chi sono: Juredurè

Cosa vuol dire: Il fiore del Re, da una antica leggenda calabrese

All'anagrafe: Antonio Rimedio, Mario Brizzi, Antonio Calzone ed Emanuele Trocino

Il video: su youtube