Bologna, 14 novembre 2017 - Aggressione al giornalista Rai: Bruno Solaroli, presidente Anpi di Imola, ha detto che non è sbagliato assalire giornalisti. Poi troviamo l’onorevole Fiano che istituisce il reato d’opinione e il ministro Poletti che plaude ai giovani che emigrano. E’ un quadro di contraddizioni e provocazioni. Una domanda ai vertici Pd paladini di democrazia: sono metodi tollerabili?
Gianfranco Salmi, S. Lazzaro di Savena (Bologna)

Risponde il vicedirettore del Carlino, Beppe Boni

La politica in Italia ci ha abituati a sentirne di tutti i colori. Lasciamo perdere Solaroli che non si capisce che c'entri e rappresenta una associazione già di per sé snaturata rispetto all’origine. Fiano e Poletti sono un deputato e un ministro entrambi Pd. Uno ha voluto una legge che tende a punire anche la vendita di gadget fascisti e l’altro ha fatto una battuta (come Solaroli) che poi ha spiegato. Certo, la politica è anche provocazione. Stupisce di più la crociata di un deputato intelligente come Emanuele Fiano che vuole perseguire le memorabilia del Duce. Non è questo che fa paura in Italia. Come non impensierisce seriamente il gesto esibizionistico del calciatore che a Marzabotto ha esultato col braccio teso. Lo puniranno, ma basta una risata per un gesto sconsiderato. Questa però è un’altra storia. La politica troppo spesso invece si perde dietro a temi non di primo piano. Purtroppo qui il filtro non esiste. 
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