Bologna, 20 marzo 2017 - Il governo ha cancellato i voucher per evitare abusi. E adesso che succede? E’ stata fatta una scelta, peraltro discutibile, senza pensare al dopo. Complimenti. Se dovessimo fare retromarcia totale ogni volta che c’è una situazione da aggioustare il paese si fermerebbe. In un momento in cui c’è bisogno di incentivare il lavoro viene adottato un provvedimento che lo rallenta.

Giovanna Landi, Cesena

Risponde il vice direttore de il Resto del Carlino, Beppe Boni

Imprenditori, commercianti, associazioni di varia estrazione ma anche sindacati come Cisl e Uil hanno affermato che si tratta di una follia. Ed è vero. Anzichè migliorare il sistema lo si cancella del tutto senza averne pronto un altro in sostituzione. C’è qualche idea per il futuro, ma ancora confusa: Bonus famiglia, mini job alla tedesca, contratti a chiamata. Ipotesi, solo ipotesi senza certezze. Sostanzialmente è una resa senza condizioni alla Cgil da parte di un governo senza muscoli. Ora si apre un vuoto che non si sa come e quando sarà colmato. Col risultato che sarà incentivato il «lavoro nero», togliendo quel minimo di tutela che veniva dato a baby sitter, lavoratori dell’agricoltura e del commercio che spesso hanno contratti limitati nel tempo. I danni andrebbero quantificati e fatti pagare a chi ha deciso di cancellare i voucher.

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