Bologna, 11 gennaio 2018 – Quarant’anni dopo, la Bolognina torna protagonista sul grande schermo.
Capitan Kluz: il ritorno’ è il sequel del cortometraggio ‘Noi, i cinni del cortile’, pellicola girata in Super 8 (formato cinematografico che trae origine dall’evoluzione dell’8 millimetri) nel 1976, e sarà presentato in anteprima al cinema Galliera di via Matteotti martedì, 16 gennaio, alle 21 (la prima replica sarà proiettata invece lunedì 22 gennaio, sempre al cinema Galliera alle 21).

Diretto e montato da Stefano Folletti (uno che ci tiene a precisare di vivere ancora in Bolognina e di non volersene andare mai), il lungometraggio dura un’ora e trentacinque minuti ed è stato realizzato con il supporto del Quartiere Navile, in collaborazione con il Comune e la Regione.

Un vero e proprio ponte con il passato, perché gli attori di ‘Capitan Kluz: il ritorno’ sono gli stessi che in età adolescenziale presero parte alle riprese di ‘Noi, i cinni del cortile’.

La pellicola originale nasce quando, nel 1976, un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 17 anni, tutti nati e residenti nella Bolognina, decisero di realizzare un cortometraggio prendendo spunto da un fumetto americano dell’epoca: “Un eroe un po’ bislacco”, come descritto dagli attori stessi, Capitan Kluz è un personaggio americano che ricorda un po’ Capitan Mutanda, celebre supereroe dei fumetti per bambini e ragazzi.

Nasce quindi dalla volontà di divertirsi e mettersi in gioco la pellicola che vede quegli stessi ragazzi tornare sul grande schermo. Le riprese di Capitan Kluz: il ritorno iniziano venerdì 17 gennaio 2017 con una videocamera amatoriale, un microfono, alcune lampade e pannelli e “tanta buona volontà”. Lorena Grattoni, Gabriele Giardini, Sergio Rangoni, Arturo Carelli: sono loro i cinni, persone che non hanno mai lavorato nel cinema ma che con la voglia di realizzare i propri sogni tornare per portare di nuovo i riflettori in Bolognina, ma non solo.

Nel sequel, infatti, i cinni hanno invaso il centro, trasformato la riva del Reno nella Foresta Amazzonica e salite sulle torri più note della città. La pellicola è stata girata in piazza Maggiore, in piazza Santo Stefano, dentro la Torre dei Prendiparte, nella vie del centro e, ovviamente, nella Bolognina.

“Un profondo atto d’amore verso Bologna”, come dipinto dagli stessi interpreti, ma anche verso l’idea stessa di adolescenza, il tempo in cui si vive il presente e il futuro non esiste.

“Il nostro Quartiere – racconta Daniele Ara, presidente del Navile – ha conosciuto questo gruppo di artisti locali, che stanno contagiando tutti con la propria attività. Ma la pellicola è soprattutto l’ennesima dimostrrzione di come dai quartieri popolari della città derivi un’esperienza importante. La Bolognina è un ex quartiere industriale che da 30 anni è alla ricerca della propria identità, dove qualcuno vorrebbe veder sfilare i carri armati e qualcun altro vorrebbe veder partire una rivoluzione proletaria. Io penso, invece, che la rinascita della Bolognina debba passare proprio per l’arte e la cultura”.

“Questo è un sogno che si realizza – sottolinea Folletti, il regista –: oggi tra i giovani vanno di moda gli YouTubers, noi siamo voluti tornare al tradizionale, realizzando un lungometraggio. Ma, sopra ogni altra cosa, c’è stato tanto divertimento nel tornare bambini, rincorrendoci tra le torri della città e in mezzo alla gente”.

“Ci sentiamo di appartenere a una zona che è un nido, il nostro cortile, quello tra via Albani, via Matteotti e via Di Vincenzo”, illustra la protagonista femminile, Lorena Grattoni. “Il sottotitolo Il ritorno, ovviamente, non è stato scelto a caso – continua –. Nel ’76 abbiamo interpretato questi stessi personaggi, che grazie al desiderio di aggregazione ci permisero di sopravvivere a tante criticità del nostro quartiere, come lo spaccio, il degrado e idee politiche difficili da condividere. Ora vogliamo far arrivare questo lungometraggio nei cinema della città, nelle scuole, nei quartieri, per far riscoprire la Bolognina e per valorizzarla, nonostante tutte le difficoltà”.


Il lungometraggio è costato appena 1250 euro. “Ci siamo sentiti come dentro una navicella spaziale – narra Roberto Tomesani, direttore della fotografia e attore –, quando bisogna stare attenti a non sprecare le proprie risorse per raggiungere l’obiettivo. Abbiamo speso poco, dimostrando che chiunque, con passione e buona volontà, puo’ realizzare una pellicola. Il cinema costa caro, è in crisi e tutti si lamentano. Ma noi vogliamo innovare questo mondo, attraverso la promozione di lungometraggi a costo zero”.