Bologna, 26 novembre 2016 - A un solo giorno dall’apertura, la Dalí Experience promette grandi cose: ieri mattina i portoni di via Barberia 19 hanno aperto al pubblico, che, di ogni età e provenienza, ha risposto con grandi numeri e grande entusiasmo. Si è già detto di come la mostra sia unica nel suo genere, e innovativa, perché permette un’immersione interattiva e sensoriale nel mondo del surrealista spagnolo, ponendo in essere una vera e propria ‘esperienza’, piuttosto che una passiva visita al museo. Per vederci chiaro, però, abbiamo chiesto le impressioni ai primi visitatori della mostra, intervistati tra sculture di elefanti e orologi, proiezioni in 3D e quadri. Il primo visitatore che abbiamo incontrato aveva un viso familiare: era Pier Ferdinando Casini.

Il senatore ha commentato così: “Incredibile questa mostra era proprio ciò di cui Bologna aveva bisogno per attrarre ancora più turisti in città. Soprattutto è geniale perché, così interattiva, avvicinerà sicuramente i giovani all’arte, senza annoiarli”. E in effetti, i giovani turisti non mancavano. Le studentesse di San Benedetto del Tronto, Camilla Scartozzi e Maria Elisa Piciacchia, ci dicono che “la trovata della penna audio, e del bagno d’artista sono uniche”. E che “la mostra è un’esperienza totalmente moderna e che avvicina all’artista grazie alla sua praticità”. L’Aeroporto rende omaggio alla mostra ‘Dalí Experience’ attraverso il logo. Sul sito si legge che “indosserà da oggi fino alla fine dell’anno i famosi baffi all’insù di Salvador Dalí. Ancora una volta, quindi, come già in passato, il Marconi promuove presso i propri passeggeri i grandi eventi culturali del territorio”.

E da fuori città sono arrivati anche i fidanzatini cagliaritani Federica Marrocu e Dino Manca. “Queste stanze, a partire da quella di Alice nel paese delle Meraviglie – dice la donna – riflettono al meglio la personalità di Dalí. Non saprei immaginare nulla di più surreale”. L’uomo aggiunge: “Mi sono perso durante la mia visita perché mi sentivo come in un sogno, magari uno di quelli raffigurati nei quadri dell’artista”.