Bologna, 15 novembre 2017 – Per Edoardo Bennato non bisogna mai smettere di cercare sulla mappa del cielo quella seconda stella a destra che porta all’utopia. Ed è proprio la rotta per l’Isola che non c’è, tracciata col sestante di una delle sue canzoni più popolari e amate, a depositare domani sera il rocker di Bagnoli sul palco del Celebrazioni per una notte di favole, sogni e canzoni all’insegna del tutto esaurito.

Questo tour cade nel quarantennale di ‘Burattino senza fili’ e nel trentennale di ‘Ok Italia’. Quanto spazio trovano quei due dischi nello spettacolo?

«Ormai da anni, nel mio concerto suono molti brani di Burattino senza fili ma nessuno di Ok Italia. E questo non perché quel disco non mi piaccia più, ma, per come è articolato lo show e per il filo musicale che unisce le diverse canzoni, è più appropriato l’uno dell’altro».

La Legacy Edition di ‘Burattino senza fili’ appena uscita contiene due canzoni che costituiscono un po’ un aggiornamento della storia: ‘Il mio nome è Lucignolo’ e ‘Al diavolo il grillo parlante’.

«Quando scrissi le canzoni dell’album non avevo preso in considerazione né il personaggio di Lucignolo, né quello di Mastro Geppetto: il creatore di Pinocchio. Altro discorso è quello che riguarda il ‘Grillo Parlante’. Ho preferito mandarlo al Diavolo... se ci guardiamo intorno vediamo molti grilli parlanti, molti predicatori che credono di avere il diritto di stabilire chi sono i buoni e chi i cattivi».

Di chi parla?

«Non mi riferisco solo ai politicanti, soprattutto intendo quelli che a vario titolo spopolano sui social, sui blog, e anche, perché no, a me stesso quando talvolta cado pure io in questa rete. Sicuramente Al diavolo il grillo parlante non è dedicata al mio amico Beppe (Grillo, ndr), di cui ho veramente stima e che, come me, è appassionato di blues».

A che punto sta il successore dell’ultimo album ‘Pronti a salpare’? Dopo il video in giacca e cravatta del singolo ‘Signore e signori’ se ne sono perse un po’ le tracce.

«E’ quasi pronto, devo mettere a posto ancora qualcosa. Uscirà solo quando ne sarò pienamente convinto».

Cos’è successo al suo musical sulla favola di Pinocchio?

«E’ in stand-by. Per fare un allestimento come intendo io c’è bisogno di un notevole sforzo economico».

Gli stessi produttori ora pensano a realizzarne uno sulle canzoni di Pino Daniele intitolato ‘Musicanti’.

«Se stanno immaginando un musical ispirato a Pino sono contento... sarebbe cosa buona e giusta! Altra cosa è Pinocchio che, immodestamente, ritengo possa essere efficace solo con le canzoni di Burattino senza fili. I Pooh possono mettersi l’anima in pace».

Intanto il musical di ‘Peter Pan’ guarda a Broadway.

«Sì, ho questa aspirazione. Ma è come vendere ghiaccio al Polo Nord. Io non dispero, non mollo ... se avessi mollato, probabilmente non avrei fatto questo mestiere».

La forza delle fiabe è quella di rendere a volte simpatici perfino i personaggi negativi. Guardando all’oggi, chi trasformerebbe in personaggio di fantasia?

«Se per rendere simpatico qualcuno bisogna trasformarlo in un personaggio di fantasia, avrei una lista abbastanza lunga. Mi tengo Capitan Uncino... è un fetente, ma simpatico».

Ha detto che Donald Trump le ricorda Donald Duck.

«Trump mi ricorda con i suoi capelli appunto Donald Duck... Magari il presidente americano avesse il carattere di Paperino».