Bologna, 6 novembre 2017 - Un restauro lampo, solo due mesi, restituisce alla città un luogo d’arte semi abbandonato. Per di più, a quarant’anni dalla sua costruzione. Stiamo parlando del padiglione dell’Esprit Nouveau replica fedele, in ogni dettaglio, dell’edificio ideato da Le Corbusier. E costruito nel 1977, a pochi passi dalle Torri di Kenzo Tange, nell’area verde di fronte all’ingresso della Fiera in piazza Costituzione, in occasione della partecipazione della Francia al Saie nel capoluogo.

Vincolata dal Comune come “Edificio di interesse storico architettonico del moderno”, l’opera ha visto lavorare insieme Regione e Comune che ne hanno finanziato il restauro. Di proprietà del Comune, l’edificio è stato preso in gestione dalla Regione nel 2011. E tramite una convenzione Regione-MAMbo, da sabato 11 novembre fino al 31 gennaio 2018, sarà possibile visitarlo gratuitamente, con una guida del Museo di via Don Minzoni, tutti i sabati e domenica (escluso 24 e 31 dicembre) con una guida.

In occasione del quarantennale della sua costruzione, sono stati eseguiti consistenti lavori di manutenzione, restauro e messa in sicurezza dell’intero edificio; un intervento da 200mila euro avvenuto con la supervisione dell’architetto Giuliano Gresleri che è anche curatore del restauro. Nel dettaglio, i lavori hanno riguardato la completa tinteggiatura degli esterni e della maggior parte degli interni, compreso la grande scritta EN in facciata. Si è proceduto, inoltre, alla sostituzione dei sottili cristalli delle vetrate originali con vetri stratificati di sicurezza e al restauro degli infissi metallici. Infine è stato rinnovato il triplice sistema di tendaggi del living, rifatto il percorso pedonale di ingresso esterno e installata la linea vita per l’accesso in sicurezza sul tetto. 

Replica esatta dell’edificio ideato da Le Corbusier e Pierre Jeanneret per l’Esposizione universale di Parigi del 1925, poi demolito, il padiglione ‘bolognese’ fu inaugurato il 6 ottobre 1977. A cinquant’anni dalla demolizione dell’originale, l’idea di ricostruirlo fu degli architetti Giuliano e Glauco Gresleri. La direzione artistica e l’alta sorveglianza sulla costruzione del padiglione, realizzato in soli tre mesi dall’Impresa Grandi Lavori, vennero affidate al pool di architetti e tecnici dalla Fondazione Le Corbusier di Parigi.