Bologna, 22 agosto 2017 – Vassilj Kandinsky, il grande precursore dell’astrattismo (1866- 1944) parlava del ’900 come del tempo dell’e, e congiunzione, cioè, di una ricerca di ciò che unisce o, meglio, che porta al confronto allo scambio e alla convivenza delle idee. Vita non semplice quella del maestro moscovita, tra la Rivoluzione d’Ottobre e la Grande Guerra. E tanto più influente, allora, questa visione, quest’idea, che ispira la XXVIIesima edizione della rassegna culturale – 34 appuntamenti – della Casadepensieri, all’interno della Festa dell’Unità, al Parco Nord. Ricordava il direttore artistico, Davide Ferrari, che «questa è la drammatica fase storica in cui siamo chiamati a mettere insieme posizioni che si presentano come inconciliabili, un impegno duro, sicché ancora più significativa risulta la dedica complessiva a un intellettuale cattolico come Luigi Pedrazzi, un nostro amico assiduo, scomparso meno di due mesi fa».

Il cartellone 2017 persegue l’intento di fornire se non una mappa, un orientamento sulle prospettive in cui siamo immersi. Ecco allora, da non mancare, la serata di venerdì 8 settembre, con Olivier Roy, orientalista e politologo francese, specialista dell’islam che presenterà il suo recente saggio Generazione ISIS. E da annotarsi a lettere d’oro è anche la successiva, che ha per protagonista David Armitage, docente all’università di Harvard sul tema A cosa serve la storia? Ci sono le questioni planetarie alla Casadeipensieri. C’è, il 29 agosto, Vincenzo Balzani (nessun bisogno di curriculum) in dialogo con Nicola Armaroli intorno a una riflessione complessa e urgente: Parlare di scienza è parlare di noi. Il clima, il presente, il futuro dell’astronave terra. C’è, sul difficile rapporto tra scienza e opinione pubblica, Giulio Giorello (15 settembre).

E l’intento di spingere lo sguardo verso gli estremi del mondo si ritrova nella presenza (11 settembre) dello scrittore cinese Yu Hua (potete leggerlo in italiano edito da Feltrinelli) e del collega malese Tash Aw, che lo precederà il 10. La kermesse intreccia l’occhio globale con quello più puntato sulla città o su partecipazioni più piacevolmente leggere. Il nuovo romanzo di Marcello Fois. David Riondino e Syusy Blady. Il ricordo dell’attrice dialettale Carla Astolfi e di Bologna legata alla figura di Totò, che qui girò alcune acene del suo Totò al Giro d’Italia. E poi Harry Potter, naturalmente il 1° settembre, a partire dall’epilogo del maghetto raccontato in Harry Potter e i doni della morte. E ancora i Beatles del 1967, l’anno della svolta di Sgt. Pepper.

C’è un tirante costante a tenere collegate le serate: le letture da Antonio Gramsci, carico delle sue sconfitte e delle sue spinte rivoluzionarie. Le pagine più adorne, dopo la serata inaugurale (24 agosto) in cui l’eleganza musicologica di Piero Mioli rievoca il centenario della prima italiana della Rondine di Giacomo Puccini al Comunale, sono infine quelle che portano i nomi dei premiati: Sergio Zavoli e Pupi Avati il 25 agosto, Mauro Felicori il 28, Mario Nanni e Bruno Raspanti – pittura e scultura – insieme il 14 settembre, e il 17, nella Galleria Acquaderni presso la libreria Feltrinelli, Paolo Fresu nel centenario delle prime incisioni jazz. Con la sorpresa, nella piazza centrale della festa la sera seguente, di un concerto per i 65 anni della Doctor Dixie Jazz Band. Ci state a definire questa kermesse una ventata di cultura pop, proprio per dire popolare?