Bologna, 25 dicembre 2016 - Dopo Frida Kahlo e Salvador Dalì, a Bologna è in arrivo un altro mostro sacro dell’arte del Novecento: Joan Mirò. Il grande pittore catalano sarà protagonista di una vasta retrospettiva a Palazzo Albergati da aprile a settembre 2017 (le date sono ancora in via di definizione). L’esposizione sarà curata da Arthemisia, la stessa realtà che ha organizzato la mostra su Frida Kahlo.

Circa un centinaio le opere in arrivo dalla Fundaciò Pilar i Joan Mirò di Mallorca, la fondazione creata da Mirò e dalla moglie Pilar nel marzo 1981 grazie ad alcune donazioni di dipinti, documenti e altre opere. Si trattò di una sorta di testamento artistico del pittore, che sarebbe scomparso, a Palma di Maiorca, il giorno di Natale del 1983.

Originario di Barcellona, dove nacque nel 1893 e dove ha sede il museo che porta il suo nome sulla collina del Montjuic, Mirò cominciò a disegnare già all’età di 8 anni, prima di stabilirsi a Parigi all’inizio degli anni Venti: in Francia si avvicinò a Picasso e al movimento dadaista, sviluppando un proprio linguaggio artistico che l’avrebbe portato a diventare uno dei massimi esponenti del surrealismo.

Una fama sancita dalla vittoria nel 1954 alla Biennale di Venezia e quattro anni dopo del premio internazionale Guggenheim. La collezione della Fondazione di Mallorca si compone di 118 dipinti su tela e altre 275 opere su altro tipo di supporto, 1.512 disegni e 35 sculture, e copre un arco temporale dal 1908 al 1981.