Bologna, 6 ottobre 2017 - 'On'. Per dire, all’americana, su, avanti, forza. È lo slogan energetico della stagione lirico-sinfonica 2018 del Teatro Comunale. Otto opere, 3 serate di danza, 13 concerti più un avvenimento straordinario. Per raggiungere, alla fine del prossimo anno, il pareggio di bilancio previsto dalla legge senza intaccare la qualità e marciando tra gli scogli aguzzi dei tagli governativi al Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), il più recente dei quali ha cancellato 270mila euro dai conti del nostro teatro.

A chi gli chiedeva, al termine della presentazione nel foyer Rossini, come affrontare la piaga dei finanziamenti, il sovrintendente Nicola Sani rispondeva «che siamo in una fase di ristrutturazione amministrativa a cui collaborano anche i lavoratori, ma che nessun teatro di punta come questo può svolgere in pieno la propria attività, soprattutto sul piano internazionale, senza un solido contributo dei sostenitori privati». E per far capire che il mondo dell’imprenditoria è già in campo per il Comunale, squadernava la doppia pagina del dépliant contenente i nomi di 46 sponsor, dal Qn-il Resto del Carlino media partner alla Lamborghini, a Hera, alla Carisbo, a Unindustria.

A caratterizzare il cartellone vi è dunque l’idea di un repertorio lirico sempre contemporaneo, unita alla volontà di fare del Comunale – ancora Sani – «un centro di produzione artistica capace di collegarsi con l’intera città e di agire in sintonia con le sue realtà culturali». Per l’inaugurazione del cartellone d’opera (19 gennaio 2018 alle 20) La Bohème vedrà la prima volta di Michele Mariotti alle prese con Puccini, in una nuova produzione dello stesso Comunale con la regia di Graham Vick. E il direttore musicale del teatro sarà protagonista di un raro tour de force, poiché sarà suo il podio del Don Carlo di Verdi (6 giugno) per la regia Henning Brockhaus e del mozartiano Don Giovanni (15 dicembre), con un regista del calibro di Jean-François Sivadier in un nuovo allestimento coprodotto da Comunale e Festival di Aix-en- Provence.

Non è tutto, poiché Mariotti dirigerà 6 concerti, incluso quello d’apertura (1° febbraio; Beethoven e la formidabile Quarta di Gustav Mahler), e realizzerà finalmente una delle sue aspirazioni: il 24 maggio sarà lui il direttore dello Stabat Mater di Gioachino Rossini, nell’omonima sala dell’Archiginnasio dove il 18 marzo del 1842 Gaetano Donizetti guidò la prima esecuzione italiana della partitura. Non basta ancora, poiché sempre nel 2018 Mariotti e la nostra orchestra saranno al Theatre des Champs- Elysées di Parigi per celebrare Rossini a 150 anni dalla morte: si ascolteranno L’italiana in Algeri in forma di concerto e un programma sinfonico rossiniano.

Cime affermava l’assessore regionale alla scuola e alla formazione Patrizio Bianchi, un melomane, la regia è sempre più centrale nel rinascimento della lirica. I citati Brockaus e Sivadier sono due consacrate garanzie, al pari di Olivier Py, che firma la messa in scena di un capolavoro del primo '900 come Dialogues des Carmélites di Francis Poulenc (11 marzo), dall’omonimo, memorabile dramma di Bernanos. E di capolavoro si deve parlare per il Petruska di Igor Stravinskij (nuova produzione del Comunale; 15 febbraio; coreografo Virgilio Sieni) e per Kraanerg di Iannis Xenakis – un pioniere della musica elettronica – ispirato ai moti greci del ‘68 e stemma del progetto speciale in corso di costruzione da parte del Comune per il 50esimo della rivolta studentesca mondiale. Quando lo spirito di ‘On’ era davvero nell’aria.

Consulta il cartellone completo su www. tcbo.it