Bologna, 2 gennaio 2018 – È un errore snobbare Bologna per Firenze, Roma o Pisa. Parola di Traveller. Sul sito della rivista internazionale di viaggi, infatti, la Dotta compare tra le dieci destinazioni da visitare nel 2018. La top ten vede le Due Torri in ottima compagnia, tra Seychelles, Giappone, La Paz (Bolivia), Bali, Regno Unito, Botswana, Tbilisi (Georgia), costa messicana sul Pacifico e Malta.

Non solo per il passato che adorna la città con i portici e i palazzi, ma anche per un presente tutto da vivere. L’autrice dell’articolo, la scrittrice di San Francisco, Laura Chubb, porta ad esempio la festa di strada di via del Pratello che ad aprile “celebra resistenza, comunismo e orgoglio gay”.

Poi, ovviamente, c’è il cibo. E il solito malinteso: “Preferirebbero che chiamassi gli spaghetti alla bolognese tagliatelle al ragù”. Come se si trattasse della stessa cosa. Pazienza. Almeno non sono sfuggiti l’apertura di Fico, le Serre dei Giardini Margherita e i bar del ghetto ebraico.

All’articolo è linkato un secondo pezzo che presenta le “cose sorprendenti” da fare in città. Tra le attrazioni che meritano una menzione speciale, secondo il Traveller, ci sono la Torre Prendiparte, definita “il bed and breakfast più vertiginoso d’Europa”, le pipe di Alberto Bonfiglioli, la Carpigiani Gelato University e All’Osteria Bottega, “il perfetto ristorante italiano, la migliore osteria in cui mangerai”. Zanarini e il Bar Mambo sono citati per l’aperitivo, perché “le sei della sera sono il momento migliore del giorno a Bologna”.

Tra le tappe consigliate ci sono anche la Basilica di Santo Stefano, il Museo della Scienza, la passeggiata nella realtà virtuale proposta dal museo di Palazzo Pepoli, e la chiesa della Santa di via Tagliapietre, dove “da 500 anni, incorruttibile”, si trova il corpo mummificato di Santa Caterina. Quello che si ricava, in fondo, è il ritratto di una città in cui sacro e profano convivono senza gelosie. Ma questo lo sapevamo già.