Altedo (Bologna), 6 maggio 2017 - Partenza di mercato in chiaroscuro per un ortaggio tipico di stagione, l’asparago, una eccellenza regionale visto che con la denominazione Asparago di Altedo si fregia dell’Igp, marchio di qualità che certifica la provenienza da una precisa area geografica, in questo caso il territorio di alcuni Comuni tra Bologna e Ferrara. In Italia aumentano le superfici dedicate all’asparago, vicine ormai ai 9mila ettari. Un balzo in avanti favorito dall’incremento della coltivazione di asparagi verdi in Puglia (che ha raggiunto livelli superiori ai 3.500 ettari), degli asparagi verdi e bianchi del Veneto (1.600 ettari) , ma anche in Emilia-Romagna (circa 700 ettari) e in Lazio (500 ettari).

Una produzione di qualità che viene apprezzata molto anche all’estero: la bilancia commerciale di questo prodotto è positiva con circa 6.000 tonnellate esportate e circa 20 milioni di euro di fatturato. Tra i nostri clienti spicca il mercato tedesco, nonostante la Germania sia il primo paese produttore in Europa con oltre 18 mila ettari (soprattutto le varietà bianche), ma anche il mercato austriaco, svizzero e di altri Paesi del Nord Europa compresi quelli scandinavi.

Il mercato quest’anno era partito con prezzi bassi per i produttori, complice anche la presenza sul mercato di molta produzione spagnola. Negli ultimi 15 giorni la situazione si sta lentamente normalizzando, grazie ad alcuni fattori. In primo luogo il clima: con temperature che si sono riportate sulle medie stagionali la produzione ha rallentato, consentendo di smaltire le scorte. Poi una maggiore di richiesta da parte della Gdo italiana, anche perché il prodotto spagnolo si sta esaurendo; infine ha preso tono l’export verso i mercati del nord Europa come Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia che ha favorito un aumento della richiesta.

I prezzi, anche se lontani dall’essere soddisfacenti, stanno pian piano aumentando, in media di 10 centesimi al chilo. Per l’asparago di pezzatura normale, venduto in mazzi da 500 grammi, parliamo di una media di 1,70 euro al chilo; per la categoria extra, sempre venduto in mazzi da 500 grammi, siamo sui 2,20 euro al chilo, mentre l’asparagina viene pagata circa 0,70/0,80 euro al chilo. «Quotazioni comunque poco soddisfacenti – dicono alla Cia di Ferrara – che coprono a malapena i costi di produzione e rischiano di mettere in crisi i redditi di tante imprese».

Gianni Cesari, presidente del Consorzio Asparago Igp«La qualità del prodotto – aggiunge Gianni Cesari, presidente del Consorzio Igp – comunque è straordinaria quest’anno grazie alle particolari condizioni climatiche. La richiesta di prodotto Igp è aumentata enormemente negli ultimi due anni grazie alla richiesta crescente della Gdo italiana e del dettaglio specializzato. E anche la superficie certificata è aumentata del 20% negli ultimi anni». L’asparago Igp sarà al centro della sagra di Altedo dal 18 al 28 maggio.