Bologna, 21 giugno 2017 - Una mozzarella di bufala tutta al bolognese e, soprattutto, socio-solidale esiste ed è “La Dozza”, nata nel 2017 nella Casa Circondariale di Bologna, su idea dell’azienda salentina Liberiamo i sapori, in collaborazione con I freschi, distributori bolognesi di latticini e con il patrocinio di Confcommercio Ascom e del ministero di Giustizia.

Subito 'adottata' da Adesso Pasta, il ristorante a fianco di Palazzo d'Accursio, a due passi da piazza Maggiore, e dal suo gestore Francesco Mafaro, la mozzarella di bufala del penitenziario bolognese è divenuta simbolo delle ‘seconde occasioni’ della vita, come l’ha definita Giancarlo Tonelli, direttore generale Confcommercio Ascom, in quanto un modo per dare ai detenuti un percorso formativo che sfoci in futuri possibili sbocchi positivi.

“Divulgheremo e sosterremo questa grande iniziativa”, queste le parole ferme di Tonelli. Quattro i detenuti che ora, insieme a Luciano Smaldone, professionista caseario, stanno partecipando all’iniziativa. “La speranza è che i partecipanti aumentino e che il progetto si amplii”, ha raccontato Elena Realti, titolare de I freschi, soddisfatta anche del logo, creato ad hoc, rappresentante un San Luca stilizzato.

“Siamo stati dei pazzi”, dichiara sorridente Fabrizio Viva, uno dei tre soci del caseificio Liberiamo i sapori, da cui è nata l’idea, che continua “ho sempre amato le startup e questa in particolare perché affascinante e stimolante.” Questo percorso formativo ha lo scopo di supportare la riabilitazione dei detenuti, cercando di abbassare il rischio di recidiva, al giorno d’oggi fin troppo frequente in Italia. Il prodotto, tesoro autentico ed artigianale italiano, creato con innesto e non con fermenti vivi, necessita di un procedimento di più di dodici ore, nelle quali sono necessarie grande attenzione e meticolosità.