Bologna, 6 ottobre 2017 - Tra giornate che si accorciano e temperature che iniziano a scendere, l’autunno inizia a fare capolino e uno dei modi migliori per ricaricare le proprie energie è quello di concedersi una pausa rilassante, immersi nelle calde acque termali sparse per il territorio regionale. Ecco le 6 stazioni termali da non perdere in Emilia Romagna.

Sant'Andrea Bagni - Medesano (Parma) Scoperte con molta probabilità dal popolo etrusco, ma utilizzate per la cura del corpo dai Romani, le proprietà benefiche delle acque del Rio Fabbro sono uno dei richiami più forti per i turisti che vogliono rilassarsi e passare del tempo immersi immersi tra i parmensi. Situata a una trentina di chilometri dalla città, la frazione del paese di Medesano, circondata da querceti e castagneti, è rinomata per la il bacino idrotermale che attinge a 8 diverse fonti dalla composizione chimica varia, da quella sulfureo-magnesica a quella salsobromoiodica, portate alla luce dopo un percorso sotterraneo di circa un chilometro.

Porretta Terme - Alto Reno Terme (Bologna) Situato a un’altitudine che varia tra i 200 e i 400 metri sul livello del mare, rappresenta una delle mete più antiche rinomate per gli amanti delle terme. Note dall’epoca romana, come testimoniato dai reperti archeologici rintracciati sul territorio, le ricche acque sorgive sulfuree e salsobromoiodiche vennero abbandonate in epoca medievale per poi essere riscoperte a partire dall’annessione alla municipalità felsinea nel XII secolo fino ai giorni nostri, grazie alle bellezze panoramiche circostanti, agli appuntamenti culturali (Porretta Soul Festival e Porretta Cinema) e alla vicinanza con il capoluogo toscano.

Fratta Terme - Bertinoro (FC) Sono undici le sorgenti che, sgorgando dal rio Salso, riforniscono le vasche della località a pochissimi chilometri da Forlì e da Cesena, con la struttura chiusa per lavori di ristrutturazione e riaperta nel 2008. Tra i dolci declivi romagnoli la fama delle proprietà termali della zona risuonano fin dai tempi dell’antica Roma, con pozzi del periodo rinvenuti nel corso dei decenni, grazie alla varietà e complessità delle sue acque, ai fanghi ricchi di proprietà e all’estensione del parco, grande tredici ettari. Un luogo affascinante che unisce collina e mare, collocandosi a distanza ravvicinata dalla riviera romagnola.

Castrocaro Terme e Terra del Sole (Forlì) Attivo tutto l’anno, lo stabilimento termale ha radici che affondano al periodo etrusco. Da quelle sulfuree a quelle salsobromoiodolitiose, sono molteplici le tipologie idriche offerte agli avventori della struttura, interessante anche dal punto di vista architettonico grazie agli inserti in stile Art-decò e razionalista. Un luogo reso ancora più interessante dal parco, da cui partono numerosi sentieri da percorrere a passo di trekking, per un soggiorno che unisce attività fisica e benessere del corpo a 360 gradi.

Castel San Pietro Terme (Bologna) Tra San Lazzaro di Savena e Imola si trova questa ridente località fin dal XIV secolo famosa per le terme caratterizzate da un approccio medico e scientifico, tuttora praticato. Alle aree dedicate alle tradizionali cure, infatti, si affiancano quelle pensate per la riabilitazione e per il benessere, oltre a una sezione pediatrica.

Riolo Terme (Ravenna) La stazione turistica nella provincia di Ravenna, agli inizi della Valle del Senio, rappresenta una tappa da non mancare per chi vuole unire la cura del corpo alle bellezze paesaggistiche che circondano il borgo antico, con le colline che iniziano a salire e il maestoso parco alberato in cui si trovano gli stabilimenti termali. Note già in tempi antichi, le proprietà delle sorgenti sono rinomate anche oggi rendendo Riolo Terme il luogo ideale per rimettere in forma mente e corpo a suon di sport, passeggiate e bagni.