Bologna, 12 ottobre 2017 - Tra stile medievale e gotico bolognese, tra elementi originali e ricostruzioni necessarie, passando per progetti eccentrici e fuori dall’ordinario, la città felsinea offre un campionario ampio e variegato di edifici e prodigi architettonici ancora oggi visitabili, pronti a lasciare a bocca aperta turisti e non solo. Ecco i 6 palazzi storici da visitare a Bologna e dintorni.

Palazzo D'Accursio - Bologna Già abitazione del maestro di diritto felsineo Accursio - da cui il nome -, nel 1336 l’edificio, che si staglia maestosamente sulla Piazza Maggiore di Bologna, assurse a residenza degli Anziani e sede del governo cittadino, funzione che svolge ancora oggi. Di impianto medievale, nel corso dei secoli ci sono state aggiunte architettoniche di pregio che hanno reso ancora più interessante la struttura, come i diversi ampliamenti operati da Fioravante Fioravanti nella prima metà del Quattrocento o la cinquecentesca scala cordonata attribuita al Bramante che porta alle sale superiori, dalla Sala d’Ercole alla Sala Farnese, fino alla Sala Rossa al primo piano. Salendo è possibile visitare le Collezioni Comunali d’Arte e entrando dall’ingresso antistante alla statua del Nettuno è invece possibile accedere alla Biblioteca Salaborsa e agli scavi archeologici.

Archiginnasio - Bologna Progettato da Il Terribilia, nome d’arte di Antonio Morandi, il palazzo commissionato dal Cardinale Borromeo tra il 1563 e il 1563 come luogo adibito allo studio delle Arti e del Diritto è uno degli spazi più visitati della città di Bologna. Situata in Piazza Galvani 1, l’edificio ospita la sala di Lettura (ex-Artisti), la sala Stabat Mater (ex-Legisti) e il Teatro Anatomico con i suoi intagli in legno, oltre all’omonima biblioteca che ha trovato la sua casa qui dal 1838. Gli ampi spazi, pur essendo stati danneggiati gravemente nel corso del secondo conflitto mondiale, sono caratterizzati da iscrizioni e decorazioni che celebrano la loro vocazione scolastica.

Palazzo Ghisilardi Fava - Bologna Il primo degli stabili siti in via Manzoni, precisamente al civico 4, rappresenta il paradigma delle residenze del XV secolo bolognese, con il suo portico di sette arcate in pieno stile gotico, pur adottando tecniche costruttive tipiche del medioevo come la triangolazione. Realizzato per volere di Bartolomeo Ghisilardi, il palazzo venne acquisito dalla famiglia Fava nel secolo successivo ed è recentemente diventato sede del Museo Civico Medievale, oltre ad essere luogo di studio archeologico visti i reperti di epoca romana rinvenuti nel sottosuolo.

Palazzo Fava. Palazzo Delle Esposizioni - Bologna Al numero 2 di via Manzoni è situato questo secondo stabile, il terzo Palazzo Fava, che diventa di proprietà dell’importante famiglia nel 1546. Tra le peculiarità dell’edificio da non dimenticare il ciclo di affreschi a opera di Ludovico, Agostino e Annibale Carracci che furono assunti da Filippo Fava per impreziosire il piano nobile con le storie epiche di Enea e Giasone e Medea. Una perla dell’arte bolognese che dal 2011 è stato trasformato in spazio espositivo, capace di accogliere mostre del calibro di “La Ragazza con l’orecchino di perla” e “Da Cimabue a Morandi-Felsina Pittrice”.

Palazzo Marescotti Brazzetti - Bologna Meno conosciuto rispetto ai precedenti, lo stabile sito in via Barberia 4 è tornato all’antico splendore in seguito all’acquisizione da parte dell’Alma Mater Studiorum nel 1997 e alla riapertura nel 2007 dopo un attento restauro, diventando sede del Dipartimento di Musica e Spettacolo. Eretto dalla famiglia Marescotti agli albori del 1500, il complesso assunse l’attuale assetto architettonico si poco meno di due secoli dopo, grazie al colto Raniero che commissionò a Gian Giacomo Monti le grandiose decorazioni che campeggiano negli oltre cinquemila metri quadrati di superficie.

Rocchetta Mattei - Riola Ponte Grizzana Morandi (BO) La più visionaria delle costruzioni visitabili a Bologna e dintorni si può raggiungere prendendo la strada statale 64 che congiunge il capoluogo di regione a Porretta Terme, in pieno Appennino Tosco-Emiliano. Ideata e costruita dal Conte Cesare Mattei, la piccola rocca sorge sui resti dell’antico castello di Matilde di Canossa ed è caratterizzata da un dedalo di sale e scale che mescolano lo stile gotico-medievale a quello spagnolo, richiamando opere di Granada e Cordova. Spazi suggestivi che il suo creatore trasformò nel suo rifugio scientifico in cui mettere a punto l’elettro-omeopatia, la branca medica di sua invenzione citata persino ne “I Fratelli Karamazov”.