Casalecchio (Bologna), 29 gennaio 2016 - Niente croce all’ingresso del cimitero di Casalecchio. Lo ha deciso ieri sera il consiglio comunale, che ha bocciato la proposta dell’ufficio di presidenza e delle minoranze di collocare una croce a segnare il nuovo ingresso del camposanto così come si è definito dopo i lavori di ampliamento conclusi nel 2009.

Al termine del cantiere il vecchio ingresso monumentale (pericolante) è stato chiuso e per accedere ai diversi campi sulla via Piave è stato aperto un nuovo portone. Mentre però sulla sola facciata della parte storica si contano 19 croci sul nuovo ingresso, e anche nell’ala di nuova costruzione, non c’è nessun simbolo della cultura e della religione cattolica e neppure una scritta che qualifichi il luogo.

Il tema venne discusso già 6 anni fa, con la consultazione dei parroci e con l’impegno pubblico del precedente sindaco Gamberini a fare collocare una croce. Cosa che non si è mai fatta così da spingere gli esponenti della lista civica, una parte dell’opposizione di centrodestra e di alcuni esponenti cattolici Pd a presentare una risoluzione che avrebbe impegnato la giunta a segnalare con una croce l’accesso principale.

Ma così non sarà: al termine della discussione la maggioranza (Pd) con 9 voti contrari ha battuto i 7 consiglieri che hanno votato a favore (ovvero Nanni, Cinti, Stefanelli, Cevenini, Tonelli, Seta e Muratori). Astenuto l’altro consigliere grillino. Il segretario del Pd, Matteo Ruggeri, ha sottolineato la necessità di non caratterizzare col simbolo della religione cattolica un luogo pubblico, mentre Bruno Cevenini, citando Chierici, ha richiamato tutti all’identità storica di Casalecchio invitando ad un voto secondo coscienza. Il professor Cinti ha definito la croce come il più potente simbolo di speranza espresso dalla civiltà dell’Occidente mentre il sindaco Bosso ha rimarcato la laicità dell’amministrazione e il rispetto di chi non è cattolico.