Basilica Santo Stefano,
il 'Carlino' bussa
al cuore della città
Tre milioni di euro la cifra necessaria per evitare il degrado causato dall'umidità che mina la struttura. "Ma servono interventi anche agli infissi, ai pavimenti e al tesso dell'ala destra". Nei prossimi giorni partirà la sottoscrizione indetta dal nostro giornale
Bologna, 21 novembre 2009 - Talvolta basta anche solo la dimensione di un palco per intercettare una diversa attitudine. L’ha individuata nella nuova amministrazione comunale padre Ildefonso Chessa, misurando le dimensioni di quello montato nell’era Guglielmi proprio davanti alla ‘sua’ basilica e confrontandolo con la struttura decisamente più snella e meno impattante dell’estate di Piazza Santo Stefano targata Mantovani. E se l’assessore Luciano Sita che ieri rappresentava palazzo d’Accursio ha ulteriormente voluto demarcare le differenze annunciando l’inizio dei lavori per la manutenzione delle fogne che circondano le Sette Chiese, è altresì evidente che nemmeno la più volonterosa delle giunte locali potrà mai aiutare nell’impresa di prosciugare dall’umidità le fondamenta millenarie del tempio, nella sistemazione del tetto dell’ala destra dello stesso che percola acqua (preventivo 400mila euro), nel rifacimento degli infissi, dei pavimenti della chiesa dei santi Vitale e Agricola e di quella della Resurrezione, nella stabilizzazione della parte esterna del presbiterio. Totale 3 milioni di euro. Che è la cifra che a fine corsa dovrà essere stampata sull’ideale totalizzatore partito ieri da zero al lancio della campagna internazionale di raccolta fondi che coinvolgerà anche Francia, Belgio, Germania, Inghilterra, Spagna, Stati Uniti e Canada attraverso le principali testate giornalistiche di quei Paesi.
Per l’Italia e per Bologna sarà il Resto del Carlino a far scattare una sottoscrizione tra i suoi lettori per racimolare un contributo significativo che possa dare una spinta al raggiungimento dell’obiettivo finale. «Noi monaci benedettini — ha sospirato il priore — crediamo nella Provvidenza e siamo convinti che stavolta le forze sociali e politiche si coalizzeranno per rispondere al nostro sos. Finora abbiamo avuto sostegno solo dalla Regione con 650mila euro e dalla Fondazione Carisbo nonostante abbiamo bussato a molte porte. Purtroppo temo che Santo Stefano rappresentando, come diceva il cardinale Biffi, il cuore antico della Bologna cristiana, abbia bloccato l’interesse di certe parti che l’hanno individuato solo come luogo di vita spirituale e confessionale. In realtà è un monumento che tutto il mondo c’invidia».
E proprio contando sulla sua fama planetaria, al giornalista Fabio Raffaelli è venuta l’idea di ampliare l’eco dell’imminente catastrofe a tutti i paesi da cui provengono gli oltre 450mila visitatori che ogni anno passano per Santo Stefano. «Vorrei che intellettuali, cantanti, uomini di spettacolo dessero parte dei proventi della loro arte a questa causa. E ai singoli chiediamo anche solo un euro o un dollaro: basterebbe lo facessero tutti quelli che si sono fatti almeno una foto qua davanti». Tra l’altro chiunque partecipi sarà ricordato per sempre: alcuni artigiani del vetro stanno forgiando infatti una teca in cristallo che conterrà i nomi di tutti coloro che hanno collaborato mentre è in via di pubblicazione anche un libro che oltre all’elenco delle persone di buona volontà, conterrà pure tutti gli articoli che documentano la cronaca del salvataggio».
Una pietra miliare vuole porla il nostro giornale che parte con una sottoscrizione «come ogni volta che si manifesta una necessità nella nostra città», ha sottolineato il direttore del QN e del Carlino Pierluigi Visci. «Da oggi — ha continuato — nessuno che abbia responsabilità politica e amministrativa avrà più un alibi per starsene fermo e con la nostra campagna di raccolta fondi vogliamo arrivare alla testa e al cuore di Bologna, come abbiamo fatto quattro anni fa inaugurando il Premio Marco Biagi. E’ stata una battaglia vinta far ricordare la sua figura ogni 19 marzo. Spero che da oggi anche per Santo Stefano succeda la stessa cosa attraverso le nostre pagine».
LA NOSTRA SOTTOSCRIZIONE - Nei prossimi giorni verranno resi noti gli estremi del conto bancario aperto dal Carlino per salvare la Basilica di Santo Stefano. Com’è recentemente successo con il terremoto d’Abruzzo, il nostro giornale vuole sollecitare in prima persona il mondo delle aziende e il cuore di tutti i bolognesi per sostenere un’emergenza architettonica, storica, monumentale che appartiene a Bologna, ai bolognesi e al mondo intero. Millesettecento anni di vita, un pregresso pagano come tempio di Iside, le Sette Chiese costano mensilmente alla comunità di frati che le reggono almeno 14-15.000 euro. "C’è un’indifferenza di fondo che inquieta", denuncia Chessa. Il Carlino vuole dimostrare esattamente il contrario.
di Lorella Bolelli
