L’associazione, presieduta da Gianluca Muratori, ha lanciato una raccolta fondi tra i propri iscritti per contribuire alla campagna sostenuta da il Resto del Carlino. Obiettivo comune raccogliere tre milioni di euro, la cifra necessaria per il restauro delle Sette Chiese
L’associazione, presieduta da Gianluca Muratori, ha lanciato una raccolta fondi tra i propri iscritti per contribuire alla campagna sostenuta da il Resto del Carlino. Obiettivo comune raccogliere tre milioni di euro, la cifra necessaria per il restauro delle Sette Chiese.
Gli artigiani hanno aperto un conto corrente riservato ai 5mila associati, chiedendo un contributo; alla fine della sottoscrizione i soldi, tramite il Carlino, saranno poi consegnati ai monaci. La sottoscrizione è partita solo da qualche giorno, ma in cassa, come sottolinea Muratori, ci sono già 3mila euro. Alla campagna del Carlino hanno aderito diverse realtà imprenditoriali, numerosi artisti, oltre a tanti bolognesi
«IL MIO desiderio? Far sì che un piccolo artigiano, quando passerà davanti ai lavori di ristrutturazione della Basilica, guardandoli si senta di essere un protagonista della città e di aver dato un contributo per salvare un monumento così importante per Bologna».
Gianluca Muratori è il presidente provinciale di Confartigianato. Racconta l’iniziativa ‘disegnata’ dall’associazione per sostenere la campagna a favore dei restauri di Santo Stefano.
Muratori, come contribuirete?
«Abbiamo aperto un conto corrente riservato ai nostri 5mila associati, che nei prossimi giorni solleciteremo anche con una comunicazione diretta: chiediamo appunto un contributo per il restauro. Comunque l’iniziativa è già partita, abbiamo raccolto 3mila euro».
Perché questa campagna?
«Santo Stefano è importantissima per la città. Vogliamo dare un segnale preciso, diretto: Noi ci siamo. E la campagna non è rivolta solo ai nostri associati, ma vorremmo che si allargasse a tutti i piccole e medi imprenditori e agli artigiani bolognesi».
Crede molto nella forza di queste realtà.
«I piccoli e medi imprenditori, gli artigiani, se si mettono insieme, si alleano, possono fare grandi cose, anche in un periodo di crisi economica come questo. Il nostro tentativo è di fare in modo che diventino protagonisti del salvataggio di un bene che rappresenta Bologna, come la basilica. C’è voglia di fare sistema».
L’obiettivo è raccogliere tre milioni di euro, una cifra consistente.
«Intanto, se ognuno dei nostri associati versasse almeno una ventina di euro... più in generale speriamo che arrivi qualcosa da tutte le imprese del territorio. Noi vediamo di fare la nostra parte, come associazione, chiamando a raccolta artigiani, commercianti e così via. Con tanti contributi si possono raggiungere numeri importanti. Siamo partiti bene, continueremo con i nostri trenta uffici sparsi per il territorio pronti a raccogliere i fondi. Alla fine l’assegno sarà consegnato al Carlino per poi donarlo ai monaci Benedettini Olivetani».
Cosa è per voi Santo Stefano?
«Ci siamo mossi anche perché la nostra associazione ha una forte base cattolica, ma al di là di questo, ribadisco, è uno dei luoghi che rappresenta la nostra città e come Confartigianato vorremmo che si possa fare sistema attorno a un monumento per il quale siamo conosciuti in Italia e nel mondo».
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