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Speciale Santo Stefano

cronaca

La chiesa dedicata al primo martire potrebbe essere sorta su un tempio a Iside

Altri esempi a Verona, Roma e Benevento

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COSA hanno in comune Bologna, Verona, Roma e Benevento a proposito di Santo Stefano?
Si tratta di città che con sicura identificazione hanno accolto templi dedicati alla dea Iside. Poco forse per trovare similitudini e per sollecitare un proficuo confronto. In effetti ciò non desterebbe particolare attenzione se non sapessimo che i quattro “isei” furono trasformati in quattro chiese. Anche fin qui si potrebbe obiettare che non si tratta di una notizia sensazionale. Ma l’interesse cresce notevolmente quando apprendiamo che tutte quelle quattro chiese sono state intitolate al protomartire Stefano; non a un santo qualsiasi, ma a colui che per primo cinse la corona del martirio.
 

Partiamo dunque da Iside e dalla constatazione che in queste città esisteva un culto di origine egizia; un tempio ubicato al di fuori dalle mura della città, vicino ad un teatro, ad un fiume o ad una sorgente d’acqua, ad un colle. Un “iseo” sul quale — o in prossimità del quale — sorse poi una chiesa dedicata a Santo Stefano.
Spostiamoci ora al di fuori dei confini dell’Italia e raggiungiamo la Nubia e l’isola di File, luogo che, secondo culti precristiani, accolse le spoglie di Osiride — colui che giace a File — marito di Iside. Un’isola sacra, meta di pellegrinaggi, dalla quale i sacerdoti pagani furono cacciati definitivamente solo nel 537 d.C dal generale di Giustiniano, Narsete Kamsarakan. Si trattò dell’ultima roccaforte pagana sulla quale venne edificata una chiesa intitolata a Santo Stefano. Una preziosa informazione tratta da un’epigrafe ci dice che sotto Giustiniano, il tempio di Iside a File venne trasformato per opera del vescovo Teodoro in una chiesa cristiana dedicata al protomartire della fede cristiana. Represse e sventate le incursioni dei nomadi nubiani, il grande imperatore fu dunque in grado di fondare a File un nuovo episcopato, sradicando l’ultimo appiglio al paganesimo indigeno. Nel giro di due secoli sette chiese sorsero dentro e attorno al nuovo santuario di File.

ORBENE, la basilica di Santo Stefano in Bologna è ubicata in un’area appena esterna alle mura dell’antica città romana, vicino ad un colle (San Giovanni in Monte), attraversata da un’acqua sorgiva. Su finire del XIII secolo vi venne ritrovata una lapide marmorea che ci rammenta la persistenza fino ai primi secoli dell’era cristiana di un culto dedicato ad Iside, ipotesi avvalorata anche da quelle sette colonne facenti parte del primo nucleo stefaniano e risalenti al II secolo d.C. Le stesse caratteristiche spaziali, topografiche le possiamo ritrovare nelle menzionate città di Verona, Roma e Benevento. Quattro chiese intitolate a Santo Stefano e innalzate in vicinanza di rilievi collinari, (San Pietro per Verona, il Caelio per Roma e San Giovanni in Monte per Bologna) o sorte nei pressi di nodi viari topograficamente cruciali (la via Appia e la via Latina per Benevento) e tutte edificate nel V secolo. Fu proprio a partire da allora che, con l’‘invenzione’ del corpo e la distribuzione delle sue reliquie in ogni parte del mondo cattolico, il culto di Santo Stefano si diffuse ovunque. L’originaria chiesa di Santo Stefano potrebbe dunque essere stata impiantata sul tempio isiaco, o quanto meno essersi avvalsa del riuso di parte del suo materiale. Certo è che le colonne in marmo cipollino della Rotonda (chiesa di Santo Stefano), non sono mai state spostate dall’antica posizione; tanto che per sostenere il peso del nuovo edificio, cinque di esse furono affiancate da altrettanti pilastri in mattoni. Per questa affascinante metamorfosi ci si ispirò alle forme dell’Anastasis, costruita a Gerusalemme in età costantiniana per custodire il Santo Sepolcro. E’ dunque lecito supporre che le chiese stefaniane portino impresse i segni della riconversione di un antico santuario per una divinità orientale, un Iseo per l’appunto.
(6 continua)
 

di Beatrice Borghi * Docente di discipline storiche, antropologiche e geografiche










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