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Speciale Santo Stefano

CRONACA

Asta per il quadro della basilica
Una sfida fino all'ultimo rilancio

La competizione per la tela di Alessandro La Motta si è conclusa alla mezzanotte di lunedì 11 gennaio. A poche ore dalla chiusura sono stati offerti 3.200 euro da Ivo Bertini

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A poche ore dalla chiusura dell’asta per il quadro di Alessandro La Motta, il pittore riminese che ha donato il dipinto in acrilico e olio all’Apt per il restauro di Santo Stefano, ieri sera è arrivata un’offerta di tremiladuecento euro da parte di Ivo Bertini, dopo il rilancio di Maurizio Carvelli, amministratore delegato della Fondazione Ceur (il primo a fare un’offerta il 29 dicembre) che domenica aveva offerto 2.800 euro. Molto probabilmente il signor Bertini si aggiudicherà il quadro di La Motta, poiché alla mezzanotte di ieri l’asta si è chiusa.
 

"Ho fatto un rilancio per il quadro perché il dipinto mi piace, e rappresenta uno dei massimi simboli della cristianità di Bologna, dedicata al protomartire Santo Stefano. La mia offerta è legata a due fattori: il contributo per salvare la basilica, ma anche perché, essendo appassionato d’arte, il quadro di La Motta rappresenta il complesso delle Sette Chiese nel suo fascino e nella sua bellezza che sono indissolubilmente legati alla città e soprattutto a un bolognese come me. Tutte le volte che il mio sguardo si posa sul dipinto rivive in me il fascino di questo meraviglioso complesso architettonico di piazza Santo Stefano. E’ come se mi trovassi a pochi metri dalla basilica: una sensazone difficile da spiegare".
 

Bertini aggiunge: "ho molto apprezzato l’iniziativa del Carlino: ringrazio il particolare interessamento per uno dei capolavori artistici di Bologna e non solo, e ricordo che già in passato il giornale ha dato vita a queste iniziative. Sono certo che adesso si muoveranno le leve giuste, soprattutto quelle pubbliche con lo Stato in prima fila, per il recupero e il restauro della Basilica e de l complesso monumentale. Mi domando come sarebbe possibile sottrarsi al restauro di un’opera di questo valore, strettamente legata alla civiltà europea, ma anche ai valori della cristianità. Sarebbe un grande dispiacere non entrare in possesso del quadro per un eventuale, e mi auguro non previsto, rilancio pochi minuti prima di mezzanotte".
 

La base d’asta del quadro era partita poco prima di Natale da 2mila euro è si è quindi conclusa a 3.200 nel lasso di poco tempo. Senza dimenticare un’altra asta: quella per la bottiglia del vino Ornellaia, vinta da Luigi Pucciarelli con 3.200


Per partecipare alla sottoscrizione basta recarsi in una delle filiali dei due istituti di credito. Queste le coordinate dei due conti: CARISBO (Iban IT30 R 06385 02452 100000000596); EMIL BANCA (Iban IT20 E 07072 02403 021000085182). Intestazione: ‘Salviamola - i bolognesi per la basilica di Santo Stefano’.










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