Nuove accuse
per Delbono
Nel mirino tre brevi
vacanze a Capri
Il pm sta indagando su tre settimane nell'isola. Le spese di vitto e alloggio furono pagate privatamente dall'ex sindaco che, però, si fece rimborsare i costi di trasporto e le spese di missione. Cade invece l'accusa di abuso d'ufficio

Bologna, 9 febbraio 2010 - Per il sindaco dimissionario di Bologna, Flavio Delbono, aumentano le accuse di truffa aggravata e peculato: oltre a quelle riguardanti le due vacanze fatte in Messico e a Santo Domingo e gli altri cinque viaggi-missioni in cui fece pagare alla Regione le spese per la sua compagna Cinzia Cracchi, ora nel mirino della Procura entrano anche tre settimane di vacanza a Capri, fatte da Delbono nell’agosto 2005, 2006 e 2007.
Le spese di vitto e alloggio furono pagate privatamente da Delbono, ma l’ex primo cittadino si fece rimborsare dalla Regione i costi di trasporto e le spese di missione a fronte di incontri con amministratori locali che sarebbero avvenuti durante il soggiorno nell’isola. Per la Procura, pero’, quelle furono settimane di vacanza, e dunque Delbono avrebbe dovuto pagarsi anche il viaggio.
In due casi, agosto 2005 e 2006, l’ipotesi del pm Morena Plazzi e’ truffa aggravata, perche’ Delbono chiese rimborsi indebiti; nel terzo, invece, quello dell’agosto 2007, il reato contestato e’ peculato, perche’ l’allora vicepresidente di viale Aldo Moro pago’ il biglietto aereo utilizzando la carta di credito della Regione. In questi tre nuovi viaggi finiti sotto la lente della Procura, le spese fatte ricadere sulla Regione sono di alcune centinaia di euro e riguardano il trasporto (in treno o in aereo) di Delbono oltre a una minima parte di diaria.
Per quanto riguarda invece gli altri weekend in Italia di Delbono e Cracchi (fu la donna a parlarne in Procura), il lavoro degli inquirenti sui documenti della Regione non ha permesso di trovare riscontri o tracce del fatto che usarono soldi pubblici per pagare spese private.
Se crescono i reati di peculato e truffa di cui Delbono dovra’ rispondere, viene invece meno l’accusa di abuso d’ufficio. Questo reato era contestato al sindaco dimissionario per il fatto che fosse stato lui stesso, dal 2004 al 2008, a firmare i ‘congedi’ con cui autorizzava Cracchi a mettersi in ferie per i giorni in cui poi, di fatto, la donna era (privatamente) in viaggio con lui. Se in un primo tempo la Procura aveva ipotizzato un’irregolarita’ nel firmare questi permessi, e dunque un abuso d’ufficio da parte di Delbono, ora questa ipotesi e’ caduta.
Gli inquirenti hanno infatti appurato che l’ex vicepresidente dell’Emilia-Romagna non commise nessuna violazione alla legge regionale nel concedere i permessi per le ferie a Cracchi. Si trattava infatti di un compito che secondo la legge regionale spettava a lui (e non avrebbe potuto farlo nessun altro) per via dei suoi incarichi dirigenziali.
