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Cinzia-gate: il difensore di Delbono chiede spostamento d'interrogatorio

Gli incontri avvenuti tra lui e Cinzia Cracchi nei giorni immediatamente precedenti all’interrogatorio dei lei (fu il 16 gennaio scorso) sono uno dei principali capitoli su cui il sindaco dimissionario di Bologna, Flavio Delbono, dovra’ fornire chiarimenti ai magistrati

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Cinzia Cracchi e Flavio Delbono (Fotoschicchi)
Cinzia Cracchi e Flavio Delbono (Fotoschicchi)

Bologna, 9 febbraio 2010 - Gli incontri avvenuti tra lui e Cinzia Cracchi nei giorni immediatamente precedenti all’interrogatorio dei lei (fu il 16 gennaio scorso) sono uno dei principali capitoli su cui il sindaco dimissionario di Bologna, Flavio Delbono, dovra’ fornire chiarimenti ai magistrati. Il suo interrogatorio avrebbe dovuto svolgersi nei prossimi giorni (la Procura aveva gia’ fissato una data e convocato l’ex sindaco entro la settimana), ma questa mattina il legale di Delbono, Paolo Trombetti, e’ andato in piazza Trento e Trieste per chiedere uno spostamento dell’audizione dovuto a suoi impegni personali.

La Procura ha dato l’ok (pur mantenendo una certa urgenza) e ora il pm Morena Plazzi aspetta una richiesta formale relativa ad una nuova data. Le domande a cui Delbono dovra’ dare risposte sono molte: innanzitutto sui viaggi effettuati a spese della Regione (le missioni istituzionali e anche le vacanze, ultime delle quali quelle a Capri dal 2005 al 2007), poi sui presunti tentativi di convincere Cracchi a restituirgli il bancomat di Mirko Divani e a mentire davanti agli inquirenti.


Sul filone degli incontri tra i due, la Procura per il momento ha circoscritto il campo a quelli di gennaio, nei giorni immediatamente precedenti all’interrogatorio di lei. Secondo il pm Plazzi, da parte del vicepresidente di viale Aldo Moro in quelle occasioni ci fu un tentativo di indurre Cracchi a rilasciare dichiarazioni falsa o a non fare determinate affermazioni in Procura. Per Trombetti, che non vuole entrare nel merito, non fu cosi’.
“Indubbiamente gli incontri ci sono stati- dice il legale uscendo dalla Procura- ma non so su quale base si possa ipotizzare che il loro contenuto fosse tale da configurare il reato 377 bis, che tra l’altro nacque per proteggere i pentiti”.

Trombetti rimanda comunque ogni risposta a proposito degli incontri tra Delbono e Cracchi in sede di interrogatorio. “Quale fu il contenuto di questi incontri- dice il legale- lo diremo ai magistrati. Di sicuro non fu un contenuto tale da integrare il reato previsto dall’articolo 377 bis”.
Quanto al filone dei viaggi-missioni (all’estero e ora anche in Italia, per le tre settimane a Capri) durante le quali secondo l’accusa fu utilizzato denaro della Regione per pagare spese private, Trombetti ribadisce la linea difensiva di sempre: “Non c’e’ mai stato un utilizzo di denaro pubblico per la signora Cracchi, in nessuna occasione”.

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