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Non uccidete la storia di Bologna

Per tutti - sindaci, assessori, segretari di partito, funzionari pubblici - la realizzazione del Civis è un obbrobrio, ma è ineluttabile realizzarlo. Un appello: fermiamoci, ripensiamo il percorso...

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Il direttore di Qn e del Resto del Carlino Pierluigi Visci (Fotoschicchi)
Il direttore di Qn e del Resto del Carlino Pierluigi Visci (Fotoschicchi)

IL CIVIS diventa caso nazionale, notizia da prima pagina e dibattiti radiotelevisivi, dopo l’allarme di Enzo Boschi: le Due Torri potrebbero crollare. Pure Firenze fu caso da prima pagina e dibattito per quel tram che doveva lambire quel tesoro che è il Battistero. Rischioso o non rischioso, appena eletto il sindaco Matteo Renzi chiuse ogni discussione: quel mastodonte non passerà di lì e il prezioso centro storico è stato salvato.

Qui, a Bologna, non c’è stato un sindaco neoeletto - Flavio Delbono - che, nonostante i dubbi espressi in campagna elettorale, abbia detto: il Civis non passerà sotto le Due Torri. E per quanto non dovesse rendere conto politicamente a nessuno, e dunque libera di fare valutazioni solo nell’interesse della città, anche il commissario Anna Maria Cancellieri purtroppo non ha mosso un dito. Per tutti - sindaci, assessori, segretari di partito, funzionari pubblici - la realizzazione del Civis è un obbrobrio, ma è ineluttabile realizzarlo. Quando poni la questione, vedi importanti personaggi della città, della provincia e della regione che fanno spallucce e con una smorfia del viso fanno intendere che è tutto sbagliato, ma anche che, ormai, non c’è più niente da fare.

Lo dicono da anni, non da oggi. Perché ci sarebbero troppe penali da versare alle ditte appaltatrici. Che poi sono le coop, che qui lavorano da decenni e lavoreranno ancora a lungo. Ebbene, questo è uno dei discorsi più odiosi che i cittadini possano sentirsi fare: qui, per tanti o pochi soldi, rischiamo di distruggere uno straordinario centro storico medioevale. Rischiamo di far crollare le Due Torri. Rischiamo di far sbriciolare (cosa che già sta accadendo) i preziosi edifici storici di due arterie come San Vitale e Strada Maggiore. Uccidiamo Bologna, e quanto di meglio c’è. E quanto di meglio di noi conoscono nel mondo: non è un caso che appena pronunciata la terribile ipotesi immediatamente i media hanno rilanciato e cominciato a discuterne.

Facciamo sommessamente appello a chi ha avuto ed ha responsabilità: fermiamoci, ripensiamo il percorso del Civis, valorizziamo l’area delle Due Torri, magari rendendola pedonale, come sostiene l’urbanista Cervellati. Siamo ancora in tempo. Non uccidete Bologna, la sua Arte, la sua Storia.

di PIERLUIGI VISCI


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