Allarme Civis
"Nei palazzi del centro
vibrazioni e crepe"
Abitare in Strada Maggiore? "E' come vivere sotto... scossa". I mezzi pubblici passano centinaia di volte al giorno. E dentro Casa Rossini solchi nelle pareti e nella cupola. "Il commissario ci aiuti"

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Bologna, 29 luglio 2010. SE TI DICONO: «è come una scossa; ad ogni bus che passa cadono i quadri e senti tremare i vetri», stenti a crederci. E pensi: sarà la solita esagerazione. Ma davanti all’evidenza c’è poco da inventarsi. La realtà supera l’immaginazione.
Abbiamo scelto un palazzo a caso in una delle vie del centro dove i mezzi pubblici passano 1500 volte al giorno: Strada Maggiore. È un edificio che racconta la storia dal 1842. Uno stabile costretto a convivere con i segni del tempo. Una costruzione antica che cerca di sopravvivere alle vibrazioni causate dai bus.
SI TRATTA di ‘Casa Rossini’. Civico 26. Fu costruita su disegno di Francesco Santini, voluta dal compositore Gioachino Rossini e realizzata in tre anni. L’esterno è decorato con emblemi musicali e versi latini. Le scale interne, con i loro dipinti, sono una vera opera d’arte. Una bellezza, putroppo, scalfita. Le crepe si ripetono ad ogni passo. Occhi al cielo: la cupola ha solchi aperti su ogni lato. L’intonaco ha ceduto.
«TUTTA colpa delle vibrazioni dei bus. Questo non è niente: venite con me». Giorgio Drusiani ci porta nel suo appartamento e intanto anticipa: «Qui ci sono appartamenti sfitti proprio a causa del fastidio e dei danni che causa il passaggio dei mezzi pubblici. Ci vorrebbe un centro storico chiuso, come a Ferrara. Allora Bologna sarebbe la città più bella del mondo». L’uomo vive all’ultimo piano da 25 anni. «Ho danni dappertutto — spiega — dal pavimento alle pareti. Qui è tutto una crepa».
Entrando troviamo solo conferme. All’ingresso il pavimento è sconnesso. Una fessura lunga tre metri. «È il risultato delle scosse che costantemente causano i mezzi pubblici», commenta. Poi ricopre il dislivello con il tappeto rosso. Procediamo. La casa è immensa e le crepe anche. Sono dappertutto. In corridoio, in sala, nelle camere. Proprio nella stanza da letto ci troviamo di fronte a uno squarcio surreale. La parete è aperta. Come un varco che lascia intravvedere oltre. Come una ferita che fa male. «È come un bombardamento continuo — dice amareggiato —. Un giorno o l’altro mi sveglierò con il soffitto in testa. Così è impossibile vivere».
ALTRO che vetri, alla parola ‘Civis’ tremano tutti gli abitanti della ‘Casa’. Drusiani ai appella subito alla Cancellieri: «Speriamo che il commissario ci aiuti». Più drastica la vicina di casa, Franca Melega: «Se va in porto il Civis poi chiederemo i danni. La soluzione? Dovrebbero sostituire anche questi bus con pulmini piccoli, elettrici e leggeri». Ci spiega perché tanta foga: «Quando passano due, tre mezzi pubblici uno dietro l’altro le vibrazioni cusano un effetto-terremoto. I danni sono visibili. Ma a parte quelli a lungo periodo, anche nel breve il problema è tangibile. Proprio due giorni fa è caduto l’ennesimo quadro dal muro. Di solito uso i chiodi a espansione. Eppure è caduto. Ci ho rinunciato: il dipinto è rimasto lì, appoggiato sul pavimento». Ma non è il solo. Nel corridoio ce ne sono almeno altri due per terra.
«Non li riattacco più, ormai basta». Eppure la signora dell’ultimo piano ce l’aveva messa tutta: «Ho rinforzato ogni cosa si trovasse sospesa: dalla specchiera ai lampadari. Ma non è servito a nulla».
SUL portone del palazzo incontriamo Clelia Mingozzi. Lei abita al primo piano. Ma la situazione non è molto diversa. «I vetri tremano al passaggio dei bus — spiega —. Addirittura accogliere un mezzo come il Civis... non ha senso. Servono veicoli elettrici. Così eviteremo tutte queste scosse continue che muovono lampadari e mobili, come un vero e proprio terremoto. Vivo qui da 27 anni: non ci si abitua mai. Le vibrazioni del Civis sarebbero insostenibili. Al civico 24 il portiere mi ha detto che molti residenti sono già pronti con le denunce».
Uniti per evitare i danni: con il Civis la casa crepa...
di FEDERICA ANDOLFI
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25/11/2011 - Bologna
Diplomato/a o laureato/a in scienze economiche
Primaria Azienda Commerciale Regionale











