Firma 70 polizze infortunio
Da morto vale 60 milioni
La beneficiaria sarebbe la moglie: "Voglio garantire un futuro alla mia famiglia" Assicurazioni in allarme per il sospetto di una truffa pronta a scattare Commenta

BOLOGNA, 1 SETTEMBRE 2010 - IN CITTÀ vive e lavora un uomo che vale 60 milioni di euro. Non è un campione dello sport, un cantante famoso o un capitano d’industria ma un illustre sconosciuto e, a differenza delle figure sopra citate, il personaggio in questione vale tanto solo da morto.
Non deve trattarsi, però, di una morte serena. Per generare soldi il signore di cui parliamo dovrebbe morire in maniera traumatica, per incidente o infortunio, o dovrebbe restare perlomeno invalido. Il suo caso ha messo in allarme le compagnie assicurative di mezza Italia le quali, se si verificasse l’ipotesi peggiore, dovrebbero scucire fior di milioni agli eredi del misterioso personaggio. La vicenda ha i contorni del giallo e ha fatto rizzare i capelli in testa agli specialisti degli uffici antifrode delle assicurazioni. La ‘luce rossa’ è scattata pochi giorni fa quando sulla banca dati dell’Ania, l’associazione nazionale delle compagnie, sono state registrate quasi simultaneamente decine di polizze per infortunio riferite allo stesso nominativo. Si tratterebbe di un signore di mezza età, sposato, con un lavoro normale e poco rischioso e una vita apparentemente tranquilla da borghese di provincia. Eppure, in poco più di un mese, sul suo conto sono state aperte circa settanta polizze infortunio presso altrettante agenzie di una trentina di compagnie diverse. Tutte le filiali sono situate sotto le Due Torri o in altri centri della provincia, alcune addirittura nel medesimo quartiere. E in molti casi la stipula sarebbe stata fatta materialmente dalla moglie dell’assicurato, principale beneficiaria dell’eventuale sinistro mortale. Un’altra anomalia rilevata è che, al momento della firma, si dichiarava che l’uomo non aveva attivato altre polizze per lo stesso oggetto, un’attestazione inesatta che veniva puntualmente rettificata nei giorni successivi con una raccomandata. Con queste modalità, è stato accumulato un ‘montepremi’, in caso di morte accidentale, di circa 60 milioni di euro. Come una vincita al Superenalotto. Per pagare le prime rate sono stati investiti quasi 70mila euro, una somma che in caso di sopravvivenza andrebbe sborsata ogni anno al rinnovo della polizza: grosso impegno, anche per una famiglia benestante.
TUTTE queste singolarità hanno messo in allarme le compagnie assicurative. Per gli esperti di antifrode, infatti, una situazione di questo tipo può indurre a sospettare un disegno preciso. Se si trattasse di una truffa, le ipotesi sarebbero due: la prima è che l’assicurato abbia intenzione di farla finita o di sparire dalla circolazione, inscenando una morte accidentale per far riscuotere il bottino ai propri eredi; la seconda è che l’operazione sia stata organizzata all’insaputa dell’assicurato, con la prospettiva di fargli capitare qualche disgrazia. Appena scoperta la serialità delle polizze, molte compagnie si sono affrettate a disdire e annullare i contratti e hanno mobilitato gli avvocati. Di tante stranezze sono state informate anche le forze dell’ordine, che alcuni giorni fa con estrema discrezione hanno convocato l’uomo da 60 milioni di euro. Il quale, di fronte agli investigatori, avrebbe confermato di essere a conoscenza del suo ‘valore’ da morto, di godere di ottima salute e di non avere alcuna intenzione di togliersi la vita. Si sarebbe pluri-assicurato, di comune accordo con sua moglie, per garantire un futuro ai propri cari. Quando uno è scaramantico.
di Enrico Barbetti
25/11/2011 - Bologna
Diplomato/a o laureato/a in scienze economiche
Primaria Azienda Commerciale Regionale











