Successo di pubblico e di incassi per l'iniziativa organizzata da Ascom e Carlino
Bologna, 4 maggio 2011 - Ventiquattromila euro in più per salvarla. Dall’operazione ‘Pane per Santo Stefano’ che si è conclusa ieri, scaturisce ossigeno puro per le mura millenarie della basilica delle Sette Chiese, cuore della cristianità bolognese. Agli incassi ragguardevoli di sabato, domenica e lunedì scorsi si sommano 5.300 euro ricavati nel giorno conclusivo. La città ha contribuito con generosità acquistando 20 quintali tra pane (le tipiche crocette a 1 euro al pezzo) e crescente originale a 2 euro e cinquanta centesimi. A trarre le somme è il presidente dell’Associazione panificatori Francesco Mafaro: «Forse se le previsioni meteorologiche non avessero annunciato brutto tempo che poi non è arrivato avremmo avuto cifre addirittura migliori, ma la gioia è sicuramente tanta».
Uguale soddisfazione da dom Ildefonso Chessa, il quale rivolgendosi al direttore di Qn e Il Resto del Carlino, Pierluigi Visci enfatizza: «Senza di voi non ce lo sognavamo nemmeno». Presente alla chiusura dello stand e del modernissimo forno mobile anche Annamaria Cancellieri, commissario straordinario del Comune, mentre al mattino Giorgio Comaschi aveva visitato la piazza insieme al vicedirettore del ‘Carlino’ Massimo Gagliardi. L’impulso ormai biennale del nostro giornale per sostenere i restauri si è sommato all’essenziale sforzo di Confcommercio Ascom Bologna e Associazione panificatori bolognesi, capaci di mettere in campo per quattro giorni 100 aziende di oltre 60 artigiani panetteri, impegnati in turni serratissimi dalle prime luci del mattino fino a sera: un «cuore grande» come lo ha definito il direttore Visci.
Stefania Terzolin, era addetta al banchetto nel cortile della basilica: «Nessuna fatica — ha confessato —, in certe occasioni si lavora tutti fraternamente per lo stesso obiettivo». Il Consorzio autonomo dei tassisti ha servito gratuitamente le maestranze negli spostamenti, ed Eurocart ha fornito più di 30.000 sacchetti di carta. Questo sforzo collettivo non poteva comunque prescindere dalla partecipazione della città, anche stavolta pronta all’appello. Leonardo Geminiani si è «fatto trascinare sul sagrato da mio fratello Francesco che sta curando il restauro della facciata. Dopo le Due Torri, le Sette Chiese sono il vero monumento di Bologna». E se Lucia Salerno considera la chiesa «parte integrante del bolognese vero», Serena De Iaco ammette: «Contribuisco regolarmente e con passione». Prossimo appuntamento il 13, 14 e 15 maggio: arrivano i deliziosi bomboloni. Per Santo Stefano, naturalmente.
di DANIELE PASSERI