Speciale Santo Stefano

Cronaca

Un assegno da 28mila euro
per Santo Stefano

Incasso record al teatro Manzoni per assistere al balletto con Eleonora Abbagnato

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Bologna, 28 maggio 2011 - La stella del successo ha brillato due volte per Santo Stefano: la prima nella notte del 7 maggio, quando l’etoile Eleonora Abbagnato, prima ballerina dell’Opera di Parigi, ha regalato agli spettatori del teatro Manzoni due ore di indimenticabile perfezione artistica; la seconda ieri, sotto forma del grande assegno che ‘In punta di piedi per Santo Stefano’ ha fruttato ai lavori di risanamento della basilica.

Ben 28.700 euro incassati da Dom Ildefonso Chessa, provenienti dagli incassi della serata e dalla lunga catena di sponsor partecipi dell’evento. L’idea di coinvolgere 15 sostenitori per salvare le Sette Chiese è stata di Maurizia Mattioli di Castiglione Viaggi e si associa alla campagna del Carlino per salvare la basilica.

«Siamo molto contenti di quanto questa fatica sia stata apprezzata da tutti — sottolinea l’esercente —. Lasciamo le porte aperte ad un altro appuntamento», conclude senza porre limiti alla provvidenza.
Ecco dunque le aziende della task-force che hanno coinvolto la première danseuse Abbagnato ed i suoi 8 “amis”, interpreti danzanti di assoluto valore europeo: Archimago studio Caldi e Gentili, Balduzzi copy center, Castiglione viaggi, Corte d’aibo, Faraoni srl, Fz intermediazioni immobiliari, Grazie dei fiori atelier, I giardini di anna, I Portici hotel, L’emporio del gelato, Metalarch, Sdb agenzia di cominicazioni, Susichi organizzazione catering, Termosistem, Zgm net computer srl.

Dom chessa è raggiante, «anche perché — anticipa in camera caritatis —le cose potrebbero (mille condizionali e dita incrociate) muoversi per il verso giusto per la basilica, dalle alte sfere ministeriali».
Nel frattempo si gode un altro bellissimo risultato e rimarca: «Io lo sapevo fin dall’inizio che questa iniziativa avrebbe ottenuto un risultato economico importante. Del resto Eleonora Abbagnato è una etoile di prima grandezza. Per noi — continua il monaco benedettino olivetano — è stato un onore, nel filone di Abbado, Dalla, Morandi...».
E conclude: «Chissà cosa ci riserverà il futuro». Probabilmente un’idea già ce l’ha, suffragata dall’affetto incondizionato che Bologna sta dimostrando per il simbolo più antico della sua cristianità.