Confcooperative scende in campo per contribuire al restauro delle Sette Chiese
Bologna, 14 giugno 2011 - UN ASSEGNO da 30mila euro per i restauri delle Sette Chiese. Lo ha staccato ieri Luigi Marino, presidente di Confcooperative, al termine del consiglio provinciale dell’associazione, che si è tenuto nella biblioteca del convento. «Un’organizzazione di ispirazione cristiana, che ha nel preambolo dello statuto e all’articolo 1 il richiamo alla dottrina sociale della Chiesa — spiega Marino — non poteva non ascoltare l’appello dei monaci per salvare un monumento simbolo della cristianità che tutto il mondo ci invidia».
I 30mila euro, dice Marino a padre Ildefonso Chessa, uno dei 14 monaci benedettini olivetani che custodiscono la basilica, sono «un piccolo contributo» al restauro del complesso, dal costo stimato in circa cinque milioni di euro. Ma, assicura il presidente, «appena possibile integreremo questo primo acconto con un ulteriore contributo». Confcooperative sta affrontando l’impegnativa ristrutturazione della propria sede di via Calzoni. «Santo Stefano ha più di mille anni e regge meglio di quanto abbia retto il nostro palazzo, costruito nel 1983», ironizza Marino. Al termine della riunione dei cooperatori, Dom Chessa ha tenuto una lezione sulla Dottrina sociale della Chiesa applicata al mercato, all’impresa e alla cooperazione. Il riferimento al magistero sociale della Chiesa, commenta il presidente di Confcooperative, «non è solo un richiamo simbolico, o un retaggio del passato, ma un punto di riferimento costante e più che mai attuale per orientare la nostra prassi quotidiana».
I CANTIERI, intanto, vanno avanti secondo il programma fissato. «Non piove più in chiesa e nello studentato», spiega Salvatore Fazio, architetto, direttore dei lavori. È stato infatti «completato l’intervento di risanamento dei tetti» da cui filtrava acqua. «Più volte ho detto messa con il catino di fianco all’altare», ricorda padre Chessa.
Si è poi affrontato lo studio degli antichi intonaci del presbiterio. E, in un tavolo congiunto con la Soprintendenza — i cui tecnici seguono passo passo i lavori — «stiamo valutando come affrontare il delicato tema del consolidamento delle murature». Nel frattempo, spiega ancora Fazio, «stiamo preparando il progetto per le indagini archeologiche, che sono preliminari all’importante intervento sullo smaltimento delle acque».
Luca Orsi
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