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In via Petroni il Comune sospende tutte le deroghe

La movida finisce prima

L’incontro decisivo con le associazioni

VIA PETRONI (SCHICCHI)
VIA PETRONI (SCHICCHI)

Bologna, 4 novembre 2011 - STOP, si chiude. Le deroghe d’orario che permettevano ai locali notturni di via Petroni di stare aperti fino alle 3 sono state sospese dal Comune. E il provvedimento oggi potrebbe diventare definitivo.

A Palazzo d’Accursio, alle 14.30, il sindaco ha infatti convocato le associazioni di categoria (Ascom, Confesercenti, Cna e Confartigianato) per presentare loro la bozza di una nuova ordinanza sindacale. Sulla convocazione si legge ‘Situazione in via Petroni e conseguenti iniziative’. Poco ancora si sa dei dettagli, ma ciò che è certo è la ferma intenzione di Virginio Merola di mettere un freno alle forti lamentele che si sono scatenate in zona universitaria, e in particolare in quella via. Le deroghe saranno probabilmente ritirate, e non solo in via Petroni. La giunta sta studiando, infatti, una serie di ordinanze mirate in certe zone ‘calde’ della città, come promesso due mesi fa nel documento scritto assieme alla prefettura: ‘Per contribuire al miglioramento delle condizioni di vivibilità della zona universitaria e in particolare di piazza Verdi e via Petroni, il sindaco procederà a un riesame degli orari e a una revisione delle deroghe di chiusura’. Detto fatto.

«IL 31 ottobre era l’ultimo giorno in cui avevamo diritto alla deroga — racconta Giacomo Battello, titolare del Caffettino di via Petroni — e quando il giorno successivo siamo andati in Comune a chiedere il rinnovo come tutti gli anni ci hanno risposto che ‘in via precauzionale’ le deroghe erano sospese».

I locali che si affacciano sulla via nell’ultima settimana hanno chiuso le serrande due ore prima, terminando di fatto l’attività alla mezza. «Per noi quella deroga è vitale. Non averla significa lavorare solo mezz’ora — si lamenta Battello —, è una situazione disastrosa. Paghiamo due buttafuori 100 euro a serata e 10.800 euro all’anno per avere un dehor da 30 posti all’esterno. Come potremo sostenere queste spese? — si chiede disperato il barista —. Noi vorremmo che una volante della polizia circolasse costantemente davanti e sanzionasse i comportamenti sbagliati, l’abbiamo chiesto. Per quanto ci riguarda stiamo già adottando tutte le strategie per tenere ‘pulita’ la strada: da noi i punkabbestia o la gentaglia non entrano».

ASCOM e Confesercenti sono pronte a correggere il tiro: «È da anni che sosteniamo come in via Petroni, piazza Verdi e via Zamboni vi sia un problema legato alla gestione serale e notturna di quella piazza e di quelle vie, considerate una zona franca — spiega il direttore di Ascom Giancarlo Tonelli —. Oggi far ricadere la responsabilità di quanto avviene solo sui titolari di pubblici esercizi sarebbe assolutamente limitativo. Vi è un contesto di degrado e di disobbedienza ‘civile’ che in questi anni si è manifestata con una presenza costante di punkabbestia e spacciatori che non comprendiamo per quale ragione sia stata e si continua a tollerare».

«Non neghiamo che in via Petroni ci sia un problema — ammette il direttore di Confesercenti Loreno Rossi —, ma vorremmo che fossero valutate le singole attività, gli specifici casi. Quest’ordinanza non può ricadere su tutta la via senza distinzioni. Inoltre ci vogliono motivazioni forti per applicarla, soprattutto considerando che andrebbe a cozzare con la legislazione nazionale che liberalizzerà tutti gli orari dal 1° gennaio».

di SAVERIO MIGLIARI

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