Sfida a Merola: venerdì nessuno rispetterà l'oardinanza sugli orari
Bologna, 19 gennaio 2012 - Inizia la ribellione. I locali di via Petroni oggi invieranno un comunicato a sindaco, Polizia e Prefettura per comunicare che questo venerdì nessuno di loro rispetterà l’ordinanza sugli orari. Tutti aperti fino almeno alle 3,30 della mattina. «Perché così non riusciamo più ad andare avanti, non riusciamo a rientrare dalle spese», spiega Lorenzo, uno dei titolari del celebre Café Paris. I locali degli shots (i bicchierini di superalcolici) ritengono di avere la legge dalla loro parte. Con l’introduzione della liberalizzazione degli orari, come già previsto quando venne sancita l’ordinanza, potrebbero cambiare le regole del gioco. E i locali non sarebbero più tenuti, parere loro, a rispettare il provvedimento del sindaco.
La battaglia legale sembra quindi inevitabile, ormai. Intanto i locali hanno scelto di fare questo atto dimostrativo venerdì, perché in caso di multa l’incasso di una serata da weekend basterebbe per ammortizzare la spesa. Certamente si preannuncia una notte molto calda, che probabilmente riporterà in via Petroni la movida in parte dimenticata (forse si riaccenderanno anche i focolai dei residenti, che hanno sempre lamentato l’impossibilità di prendere sonno). Ma andando avanti così tantissime attività in via Petroni dichiarano di essere destinate al fallimento. Una voce tra le tante, quella del Caffettino che sul Carlino pochi giorni fa ha dichiarato di essere sull’orlo della bancarotta.
L'aspetto più spinoso riguarda comunque la conflittualità tra l’ordinanza sindacale e la liberalizzazione degli orari per tutti i pubblici esercizi, una norma nazionale che, a logica, dovrebbe avere la prevalenza su tutto. Sempre se non venissero dimostrate motivazioni forti e di ordine pubblico, per sostenere l’efficacia dell’ordinanza. Intanto, fino a oggi, i locali notturni stanno chiudendo le serrande all’una di notte (nessuna deroga per aprire fino alle 3), mentre i kebab a mezzanotte se non vendono alcolici (alle 20 in caso contrario). I negozi di vicinato, invece, chiudono alle 22.
Saverio Migliari