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Omicidio Crevalcore, chiesto l'ergastolo per il modenese Fabrizio Morandi

Il delitto

Due cadaveri furono rinvenuti all'interno di un'auto riaffiorata da un canale il 6 ottobre del 2009. Un'esecuzione forse legata al mondo della droga. Il 35enne di San Felice avrebbe infatti freddato i due albanesi per un debito legato a una partita di coca

Crevalcore, in un canale auto con due cadaveri (Pierluigi Trombetta)
Crevalcore, in un canale auto con due cadaveri (Pierluigi Trombetta)

Bologna, 25 gennaio 2012 – Il Pm Lorenzo Gresti ha chiesto alla Corte d'Assise di Bologna la condanna all'ergastolo per il modenese Fabrizio Morandi (di San Felice sul Panaro). L'uomo, 35 anni, è ritenuto responsabile (in concorso con ignoti) dell'omicidio, risalente al 22 settembre del 2009, di Nikolla Ekonomi, 28 anni, e Shkelzen Allka, 21, cuoco e aiuto cuoco in ristoranti di Modena. Secondo l'accusa Morandi, titolare della cooperativa di facchinaggio Msg di Spilamberto, era complice dei due nella gestione del traffico di coca fra Modena e Bologna. Proprio nel commercio di cocaina sarebbe da rintracciare il movente di un delitto ritenuto premeditato. L'omicida non sarebbe riuscito a pagare una partita di polvere bianca, avrebbe insomma avuto un debito con le due vittime.

“A fronte delle pressanti richieste dei correi - ha detto Gestri - si vedeva quasi costretto ad organizzare un’imboscata per ucciderli, consapevole dei rischi per la sua stessa incolumita’ cui sarebbe altrimenti andato incontro. Un’aggressione premeditata per evitare una pressione finalizzata a rientrare in possesso di una quantita’ di denaro non determinata, provento di pregresse cessioni di droga del gruppo’’. Le indagini che portarono all’individuazione di Morandi vennero condotte dalla squadra Mobile di Bologna, dal commissariato di San Giovanni in Persiceto e dal Pm Gestri e dal Procuratore aggiunto Valter Giovannini che oggi e’ stato a fianco del collega in aula durante la requisitoria. I due albanesi vennero trovati morti, freddati con tre colpi di pistola al capo e in avanzato stato di decomposizione, il 6 ottobre 2009 all’interno di una Fiat Punto, affondata in un canale a Caselle di Crevalcore, nel bolognese.

Chi li aveva uccisi pensava che l’auto sarebbe rimasta sott’acqua per mesi, e soprattutto sperava che l’acqua danneggiasse irrimediabilmente l’antifurto satellitare della vettura. Il Gps ha consentito di fissare alle ore 21.29 del 22 settembre il momento dell’inabissamento della vettura. I due albanesi erano stati uccisi poco prima, e nei pressi del canale: Ekonomi raggiunto da due colpi, alla nuca e alla fronte, Allka da un colpo alla nuca.

Grazie al dispositivo Gps, la polizia conosceva con certezza data e ora della morte dei due albanesi, ma il presunto assassino disse di averli visti vivi due giorni dopo. Questa bugia, oltre alle risultanze di una serie di intercettazioni e testimonianze, tradi’ Morandi. Nel corso delle indagini, Morandi fu l’unico a sostenere di avere incontrato le vittime il 24 e 25 settembre. A incastrarlo e’ stato anche il ritrovamento, sull’auto, della confezione di una sim card utilizzata dagli albanesi, anche se intestata a prestanome. Gli investigatori scoprirono l’esistenza di tre utenze telefoniche riconducibili ai due albanesi e a Morandi, utilizzate secondo l’accusa per gestire l’attivita’ di spaccio.
Con le analisi incrociate dei tabulati e delle celle telefoniche, risulto’ che l’uomo era insieme alle vittime nel luogo dell’omicidio, circa un’ora prima dell’inabissamento della Punto. Secondo gli inquirenti, Morandi non aveva agito da solo ma non sono stati identificati complici.
Morandi ha detto di aver fatto le sue dichiarazioni perche’ minacciato dai poliziotti. La Procura lo denuncera’ per calunnia.

Dopo Gestri ha parlato al difesa, arrivando a conclusioni opposte.

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