Lo ha deciso la Procura per effettuare le verifiche
Bologna, 29 gennaio 2012 - Dopo il grave infortunio sul lavoro verificatosi sabato pomeriggio nel cantiere della Variante di valico nella galleria Sparvo, sull'Appennino bolognese, la Procura del capoluogo emiliano ha disposto il sequestro della fresa "Martina", la gigantesca apparecchiatura che la ditta Toto utilizza da quest'estate per scavare la galleria e realizzare la Variante di valico. Il decreto di sequestro preventivo, firmato ieri pomeriggio dal pm Massimiliano Rossi e dall'aggiunto Valter Giovannini (coordinatore del pool che si occupa della sicurezza sul lavoro), serve a tenere ferma la macchina per il tempo strettamente necessario a effettuare una serie di verifiche sull'accaduto.
L'obiettivo di questi controlli, oltre che a fare luce su cio' che e' successo sabato (un operaio 50enne e' rimasto gravemente ferito alla gamba), e' evitare che si ripetano situazioni di rischio. Il sequestro della maxi fresa da parte della Procura, per la verita', arriva dopo che la societa' Spea (gruppo Autostrade) nella notte tra sabato e domenica, autonomamente, aveva deciso il blocco delle attivita' lavorative in galleria. Una scelta, questa, che per gli
inquirenti denota "sensibilita'" da parte dei committenti dei lavori.
A guidare le verifiche nella galleria Sparvo sara' la Medicina del lavoro dell'Ausl (gli operatori sono quelli specializzati nei cantieri grandi opere), ma le operazioni saranno 'aperte' alla partecipazione delle societa' Spea
(committente) e Toto (esecutrice): se vogliono, potranno inviare dei propri tecnici per prendere parte alle verifiche. La Procura, che sull'infortunio ha aperto un fascicolo per lesioni gravissime contro ignoti, ha puntato la
sua attenzione anche sulla telecamera posizionata sulla testa della fresa: le immagini, se avessero registrato quanto accaduto sabato, saranno acquisite.
Redazione online