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Neve record, la città in ginocchio A centinaia prigionieri in stazione

Bloccati strade, autobus, aeroporto e treni. Proteste e lamentele della gente. I passeggeri: "Torneremo mai a casa"?

 

di Gilberto Dondi

Passeggeri in attesa alla stazione di Bologna (foto Schicchi)
Passeggeri in attesa alla stazione di Bologna (foto Schicchi)

Bologna, 2 febbraio 2012 - UN’ATTESA che di ora in ora sfocia sempre più nell’angoscia. «Riusciremo ad andare a casa? Dove passeremo la notte?». Domande senza risposta che ieri sera erano ancora lì, sulla bocca di tutti alla stazione centrale. Centinaia di persone in attesa nell’atrio e sui binari, al freddo, con il naso all’insù e lo sguardo fisso su quel tabellone. Ritardi record, come la nevicata che ha messo ko Bologna, bloccando l’aeroporto, le strade, gli autobus e, ovviamente, anche i treni. Mezzo metro di neve che ha fatto impazzire il traffico, sia su strada che su rotaia.

I CONVOGLI hanno accumulato ritardi via via sempre maggiori, incolonnandosi senza possibilità di scampo sotto precipitazioni che non hanno mai smesso di picchiare. E così le attese sono diventate infinite: da un minimo di un’ora fino a oltre quattro. Non solo ritardi, ma anche molte cancellazioni. Decine di treni fermi sulle rotaie, mucchi di neve, transenne e temperature fino a meno 2 gradi. E la vera difficoltà delle persone ad avere notizie certe.
Un caos, che con il passare delle ore è cresciuto esponenzialmente. Anche perché molti si sono riversati in stazione dopo essere rimasti a terra al Marconi oppure dopo aver visto corriere o bus alzare bandiera bianca. E ci si è messo pure, involontariamente, il sindaco Virginio Merola, che martedì aveva invitato tutti a lasciare a casa l’auto. Chi ha seguito il suo consiglio pensando all’approdo sicuro dei treni è rimasto con un palmo di naso.

LA POLFER è intervenuta con diverse pattuglie sui binari, specialmente su quelli da cui partivano i convogli per la Romagna, fra quelli con i ritardi maggiori. La stessa polizia ferroviari ha avvisato il gabinetto della Questura, perché girasse la segnalazione di situazione critica alla Prefettura e alla Protezione civile, ques’ultima peraltro impagnata a soccorrere i passeggeri di un Intercity bloccato per ore al gelo a Forlimpopoli.
La situazione alla stazione, pur non così grave, ha creato non poca rabbia e indignazione fra le centinaia e centinaia di viaggiatori in attesa. Irritati, stremati, affamati e infreddoliti. Unico conforto, i bar presenti alla stazione.
NEI PUNTI informativi il personale di Trenitalia si limitava a dare scarne informazioni e a confermare i ritardi annunciati dai tabelloni.
Ferrovie dello Stato, interpellata, ha spiegato che il 30% dei treni regionali è stato soppresso, mentre di quelli a lunga percorrenza, seppur con ritardi abissali, non se n’è fermato nessuno.
Per questo non è stato approntato alcun piano per ospitare i passeggeri nella notte. L’obiettivo era di farli partire tutti, con il passare delle ore. Ma quante ore. Solo alcuni esempi: il regionale per Trento, oltre 260 minuti; quelli per Piacenza, 250 e 210; il treno per Milano, 220; l’Intercity per Napoli, 170 minuti.
Il regionale per Ancona 11545 cancellato. L’Alta velocità per Roma ‘appena’ 60 minuti di ritardo. Una eccezione. Comunque per quelli rimasti ‘a piedi’, Ferrovie dello Stato conta di trovare una sistemazione, magari in hotel, che se sarà complicato visto che già martedì era stata verificata la difficoltà ricettiva degli alberghi cittadini.

TUTTI si chiedono cosa succederà oggi alla circolazione visto che la Pianura Padana dovrebbe trasformarsi in una enorme lastra di ghiaccio. Il rischio ghiaccio è concreto e prevedibile, per le auto come per i treni. La Prefettura ha bloccato i Tir fino alle sei del mattino, poi si vedrà.
Per le auto senza le catene o le gomme da neve è assolutamente vietato circolare.
 

di GILBERTO DONDI

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