Bologna, nel nodo strozzato del sistema ferroviario
di Gilberto Dondi
Bologna, 3 febbraio 2012 - L’ALTOPARLANTE non dà tregua: «Il treno regionale per San Benedetto Val di Sambro è stato cancellato. Ci scusiamo per il disagio». Così anche i convogli per Piacenza, Poggio Rusco, Ancona, Prato, Rimini, Venezia. Un elenco che non finisce mai. Aniello Guidoni, napoletano salito a Bologna per visitare un parente all’ospedale, sospira: «Il mio Eurostar ha già un’ora di ritardo. Mi affido a San Gennaro...».
Ieri, alla stazione centrale, lo snodo ferroviario più importante d’Italia, è stata l’ennesima giornata di passione. Se si blocca Bologna, si taglia in due il Belpaese. La neve, che ha continuato a imperversare fino al pomeriggio raggiungendo la quota record di 70 centimetri in due giorni, ha provocato caos e disagi a non finire: cancellazioni, ritardi di ore, percorsi cambiati. Un calvario che ha coinvolto centinaia e centinaia di passeggeri. Rabbia, nervi saltati in qualche caso, ma senza mai degenerare. Il tutto sotto l’occhio vigile della polfer, presente in forze. Qualche passeggero ha pernottato in hotel e un viaggiatore diretto a Padova si è accampato per la notte in sala d’attesa. La giornata più terribile è stata mercoledì, con ritardi fino a 4 ore e l’incubo dell’Intercity Bologna-Taranto bloccato al gelo nella campagna forlivese per più di 7 ore. La Regione Emilia Romagna, con l’assessore ai Trasporti Alfredo Peri, ha attaccato Trenitalia: «Non si è offerto un livello accettabile di qualità e quanto accaduto all’Intercity è di eccezionale gravità con disagi assolutamente insopportabili per centinaia di passeggeri».
IERI I RITARDI sono un po’ diminuiti, restando fra i 30 minuti e le due ore. Ma le cancellazioni sono state numerose. I regionali sono stati letteralmente falcidiati: cancellato quasi un convoglio su due, provocando l’ira dei pendolari. «Un alleggerimento nella programmazione dei treni — ha spiegato Trenitalia — che rende più fluido il traffico». Secondo i dati di Fs, è stato abolito il 42% dei treni regionali. A quelli a lunga percorrenza, cioè Frecciarossa, Eurostar e Intercity, è andata meglio, ma con ritardi consistenti.
«Devo andare a Modena ma il treno è stato cancellato — dice, verso le 13,30, Mauro Marini, informatico — spero di prendere il prossimo». Neslihan Sasmazer, ventenne metà turca e metà coreana, studia Economia a Bologna e deve andare a Napoli per il compleanno della nonna del fidanzato. «Sono qui da mezzogiorno, ora sono quasi le 16 e il Frecciarossa, previsto alle 14,28, deve ancora partire. Anche in Turchia i treni vanno maluccio — sorride —, mentre con la Corea proprio non c’è gara». Da oggi la preoccupazione di Trenitalia si chiama gelo: un killer per gli scambi.
Gilberto Dondi