Insoddisfatto degli affari, l'ex patron del Motor Show ha tentato di scalzare il presidente
Bologna, 3 febbraio 2012 - Di carattere ne hanno, anche troppo. E non si sentono mai il numero due, neppure quando possiedono lo 0,5 per cento di una società. Perciò era straordinario il fatto che andassero d’accordo, mentre fa meno notizia la lite che li ha portati alla separazione. Tra Giovanni Consorte, presidente della boutique finanziaria Intermedia, e Alfredo Cazzola, ex patron del Motor Show, la frattura è ormai definitiva. Sono stati soci per cinque anni, dal 2007, anno di nascita di Intermedia, a poche settimane fa. Nell’ultima riunione del consiglio d’amministrazione della società, Cazzola ha espresso tutta la propria insoddisfazione per l’andamento degli affari, e ha cercato di prendersela. Come dire: siccome le cose non vanno bene come si sperava fin dall’inizio, sarebbe meglio che cambiasse il timoniere.
Un tentativo di golpe che Consorte ha preso malissimo. Per la verità, l’esistenza di frizioni tra i due era già emersa al momento di comporre l’azionariato del Bologna Fc, quando Cazzola disse prima di sì e poi di no all’ingresso nella creatura di Consorte. E nell’ultimo cda di Intermedia sono esplose chiaramente. Cazzola ha rimproverato al socio di non aver portato Intermedia a quei traguardi promessi al momento della fondazione: quotazione in Borsa e aumento del giro di affari avviato da un capitale iniziale di duecento milioni di euro.
Nel bilancio 2010 si parla di un giro d’affari di 26 milioni, un utile di 1 milione e mezzo e un capitale di 200 milioni. Intermedia non risponde a domande sull’attuale stato finanziario e quindi non si sa se questi dati sono in miglioramento o peggioramento. Comunque sia, Cazzola giudicava insoddisfacente la gestione e ha provato a convincere gli altri 180 soci, tra i quali il bresciano Gnutti e il gruppo sanitario di Villa Maria, ad affidargli la guida di Intermedia. Non c’è riuscito ed è uscito dal consiglio di amministrazione. Ora è probabile che venda la sua partecipazione che, con il 4,66 per cento delle azioni, ne faceva il terzo socio di Intermedia.
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